Martedì, 28 Settembre 2021
Politica Tredozio

Ddl Zan, Vietina (Coraggio Italia): "Sì a stessi diritti per tutti. Ma l'educazione resti compito della famiglia"

"Come già detto in passato, questa norma ghettizza le persone che millanta di voler difendere, divide in gruppi invece di includere e questo è un grave errore", premette Vietina

"Ben vengano norme idonee a evitare, stigmatizzare e correggere comportamenti legati all’odio ma attenzione a non creare leggi che stabiliscano ulteriori categorie". Sul Ddl Zan interviene così la parlamentare Simona Vietina, esponente di Coraggio Italia e sindaco di Tredozio. "Come già detto in passato, questa norma ghettizza le persone che millanta di voler difendere, divide in gruppi invece di includere e questo è un grave errore - premette Vietina -. Ci sono strade più efficaci dell’approvazione di una legge che, peraltro, lungo tutto l’arco parlamentare e persino fra le file dell’Arcilesbica solleva tante perplessità e mostra aree grigie, per non dire proprio oscure. Penso alla troppa discrezionalità lasciata ai giudici, segno di una legge scritta male e priva di quella chiarezza che una norma deve contenere per essere rispettata ma penso soprattutto all’articolo 7 che prevede l’istituzione di una Giornata nazionale contro omofobia, lesbofobia, bifobia, e transfobia e prevede di divulgare e spiegare le teorie Lgbt anche in quelle scuole dove non si sia mai insegnata l’educazione sessuale".

"Credo sia necessario ricordare che costituzionalmente il compito dell’educazione spetta alla Famiglia, il compito dell’Istruzione compete alla Scuola; giusto sarebbe lasciare i due campi ben distinti tra loro e non prevedere ipotesi di invasioni. Quando lo Stato si sostituisce alla famiglia nell’educazione dei figli sento sempre un certo odore di regime totalitario - continua -. Infine una riflessione: il Governo Draghi è nato con uno scopo preciso: ottenere e gestire i fondi internazionali per il rilancio del Paese dopo la pandemia, al fine di superare la crisi sanitaria ed economica. Finanziamenti che hanno bisogno di continuità istituzionale se questo progetto, e con esso il Paese, non vogliamo che fallisca. Francamente trovo la scelta di affrontare argomenti così divisivi in questa fase un azzardo che rischia di compromettere l’obiettivo. Ce lo siamo detto tante volte: lasciamo da parte la campagna elettorale, in questo momento. Ma, evidentemente, per qualcuno è stato davvero impossibile".

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