Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Decreto Semplificazioni, le perplessità degli ambientalisti: "Un "Demolition Plan", un attentato alla natura"

Così gli ambientalisti: "Viene fatto un taglio lineare alle procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale (Via) e centralizzato nel Governo il potere decisionale, scavalcando organi periferici e decentrati"

Un "Demolition Plan". Wwf Forlì-Cesena, Italia Nostra Forlì, Pro Natura Forlì, il Corpo della Guardia Zoofila e le Guardie Ecologiche Volontarie di Forlì, l'associazione ClanDestino e l'Isde Forlì (Medici per l’Ambiente) intervengono così dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Decreto Semplificazioni, che ha attribuito alla transizione energetica 70 miliardi di euro, mentre a quella digitale 40 miliardi. Un decreto, ricordano gli ambientalisti, "finalizzato ad eliminare i colli di bottiglia che potrebbero ritardare gli investimenti e l’attuazione dei progetti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), in particolare per favorire la transizione energetica e quella digitale. Viene fatto un taglio lineare alle procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale (Via) e centralizzato nel Governo il potere decisionale, scavalcando organi periferici e decentrati".

Così, spiegano gli ambientalisti, "varrà il silenzio- assenso, sempre e comunque, degli organi territoriali  competenti per le procedure, già deprivati da tempo di personale, mezzi e strumenti operativi per ottemperare ai tempi stretti imposti dal Decreto. Quindi, in assenza di pianificazione paesaggistica, energetica, territoriale di interventi classificabili come necessari in un quadro organico di livello statale ed in presenza al contrario di progetti singoli di interesse privato, quindi   slegati gli uni dagli altri,  si sta preparando l’ assalto alla diligenza dei soldi europei, con la compiacenza del Governo, da parte delle lobbies  imprenditoriali della più varia specie, in spregio alle tutele ambientali ed alla partecipazione dei cittadini. Si procede a grandi passi verso la discrezionalità di organi centrali, controllati direttamente dalla Presidenza del Consiglio che, in caso di incertezze e di contrasti in sede di esame progetti a qualsiasi livello , avocherà a sé, direttamente ed insindacabilmente, la decisione finale. E’ un vero e proprio “golpe bianco”, che disattiva la Costituzione , concentrando nelle mani di Draghi un potere assoluto, in grado di distruggere ambiente, natura e paesaggio  per fare spazio  a mega- interessi privati. E tutto questo viene farisaicamente denominata dal Governo “rivoluzione verde”".

Attaccano quindi: "Ci chiediamo  a quale retorico “ ce lo chiede l’Europa” obbedisca questo vero e proprio Recovery “Demolition Plan”. Constatiamo che il Decreto, nel merito, non soddisfa le precise norme regolamentari europee del “ do not significant  harm ( ovvero non arrecare danni significativi), ai sensi dell’ articolo 17 del Regolamento Ue (2020/852 ), richiamato espressamente come condizione del Recovery Fund. Suona quindi come vero e proprio monito quanto detto ufficialmente dal Presidente della Repubblica, secondo il quale “ gli insulti al paesaggio ed alla natura, oltre a rappresentare un affronto all’ intelligenza , sono un attacco alla nostra identità”. Un monito in particolare al Ministro per la transizione (per noi tutori dell’ ambiente della “finzione”)  ecologica, che ha voluto svuotare i poteri delle Soprintendenze territoriali per facilitare in particolare, senza alcun criterio pianificatorio e senza badare minimamente al valore ambientale-paesaggistico-artistico dei luoghi, l’installazione purchessia di pale eoliche e pannelli solari o la distruzione di boschi e foreste per bruciarli e farne energia da biomasse. I proponenti, oltretutto, potranno presentare i progetti ad un livello di dettaglio quale quello corrispondente agli studi di fattibilità, che non consentono minimamente di rendersi conto del reale impatto ambientale ed economico dei conseguenti lavori. Chiediamo dunque al Presidente della Repubblica di intervenire a difesa delle prerogative della Costituzione e del Parlamento italiani contro questo vero e proprio attentato alla cultura, al paesaggio, all’ambiente ed alla natura del nostro Paese, nonché offesa all’intelligenza  in quanto tale ed all’identità dell’Italia tutta".
 

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