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Da Forlì a Torino per manifestare al fianco dei NoTav: "Nuova via Emilia opera inutile"

"Continueremo a lottare per la nostra terra e per un modello di sviluppo sostenibile per tutti", affermano i portavoce di Potere al Popolo

Una delegazione forlivese di Potere al Popolo, coordinata dai portavoce Valentina Rossi e Mario Felice, sarà l'8 dicembre a Torino per manifestare per lo "Stop alle grandi opere inutili" al fianco dei NoTav. "Sarà una giornata di mobilitazione importante da tutta Italia e in tutta Italia - esordiscono Rossi e Felice -. C’è chi ancora cerca di nascondere le proprie responsabilità sul saccheggio e la devastazione dei nostri territori, sempre quel ceto politico che negli ultimi anni non ha investito sulla messa in sicurezza e sulla tutela dell’ambiente, che ha sperperato risorse pubbliche a favore di grandi opere inutili togliendo fondi a sanità, emergenza abitativa, welfare, scuola, ricerca e lavoro".

"Mentre in Italia si continua a morire per il maltempo e intere aree del paese vengono messe in ginocchio, c’è ancora chi nega quale siano le vere priorità della collettività, provando a mettere avanti a tutto gli interessi delle grandi aziende e dei profitti di pochi - proseguono -. Non ci siamo mai fatti ingannare e continueremo a lottare per la nostra terra e per un modello di sviluppo sostenibile per tutti.
Nella nostra provincia per esempio il collegamento veloce che la giunta Pd Forli-Cesena vorrebbe fare, denominandolo EmiliaBis o simile, è sicuramente un'opera “inutile” e costosa (ci preoccupa non poco il consumo di territorio e quante aree urbanizzate e edificabili sarebbero poi previste). Invece di sistemare la vecchia Via Emilia, che avrebbe bisogno davvero di un corposo pacchetto di investimenti per la messa in sicurezza e il miglioramento con anche il completamento della pista ciclo-pedonale da Cesena a Forlì, si punta alla visibilità per le amministrative, con grandi operazioni strutturali. Non per nulla ad ogni tornata, si ricomincia a parlare dell’Aereoporto di Forlí come se fosse indispensabile farlo “ripartire” solo quando si devono raccogliere voti per poi abbandonarlo subito dopo".

"A Forlì intanto rimane irrisolto il problema  dell’inceneritore, la salvaguardia del verde urbano, la riqualificazione del percorso fluviale e lo spostamento delle carceri dalla Rocca di Caterina Sforza (per riappropriarci di uno dei monumenti storici più importanti della città) - concludono -. Senza dimenticare le periferie e i piccoli comuni: alle prese con bilanci sempre più miseri, è sempre più impossibilitati a investire in sanità, trasporti e nella tutela e nella messa in sicurezza delle valli e del territorio".

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