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Sabato, 13 Agosto 2022
Politica

Dialetti, patrimonio storico: la valorizzazione non è in discussione

"Nel quadro della semplificazione amministrativa e burocratica, ove sono state eliminati ben 68 provvedimenti, tra leggi, regolamenti e disposizioni, abbiamo abolito una legge del 1994 ormai vuota"

La Regione non abolirà la legge sulla tutela e la valorizzazione dei dialetti. Lo assicura il consigliere regionale del Pd e vice presidente della commissione Politiche economiche, Tiziano Alessandrini, aggiungendo che "la promozione dei vernacoli presenti e riconoscibili in Emilia-Romagna nella loro espressione orale e nel loro utilizzo letterario, parte del patrimonio storico e culturale del nostro territorio, non è assolutamente messa in discussione".

"Nel quadro della semplificazione amministrativa e burocratica, ove sono state eliminati ben 68 provvedimenti, tra leggi, regolamenti e disposizioni, abbiamo abolito una legge del 1994 ormai vuota. A venti anni dalla sua approvazione, infatti, un sintetico bilancio non può non tener conto della esiguità e saltuarietà degli stanziamenti messi a disposizione – spiega Alessandrini -. Inoltre, quella legge prevedeva che la gestione fosse affidata all’Istituto dei Beni Culturali che, per la programmazione e l’attuazione delle iniziative legate ai dialetti, poteva coinvolgere le Province. Come ben noto, sono Enti che saranno cancellati, quindi a maggior ragione quella legge ha perso valore e consistenza".

"L’interesse e l’attenzione per il tema dei dialetti non si sono affievoliti in questi anni – conclude Alessandrini -. La Regione non ha alcuna intenzione di cancellare la valorizzazione culturale dei dialetti attraverso studi e ricerche; iniziative scolastiche; corsi di formazione e di aggiornamento, seminari e convegni; iniziative editoriali; manifestazioni, spettacoli e produzioni artistiche. Questi obiettivi possono essere perseguiti attraverso altri strumenti".

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