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Diritto a non abortire, la polemica continua. "La toppa di Zattini è peggiore del buco"

Il primo cittadino era intervenuto per specificare che "alla pari del diritto dell’interruzione di gravidanza questa giunta riconosce il diritto a non abortire"

Continua il dibattito sulle linee programmatiche annunciate dal sindaco Gian Luca Zattini e il tema dedicato all'aborto. Nel documento si legge che l’amminstrazione comunale intende "promuovere una cultura di accoglienza della vita nascente, aperta al futuro e non rassegnata al dissesto demografico: garantire il diritto a non abortire, dando stabile attuazione al procotollo fra Comune, Ausl e volontariato e sostenendo la maternità e la paternità". Il primo cittadino è poi intervenuto per specificare che "alla pari del diritto dell’interruzione di gravidanza questa giunta riconosce il diritto a non abortire". In difesa del sindaco, si è schierato il leader della Lega, Matteo Salvini, martedì a Rimini per il congresso nazionale del Sap, evidenziando che "il 70% degli aborti sono fondati su motivi economici", aggiungendo che nella città mercuriale è nata "una polemica fondata sul nulla" e che "ogni bimbo che non nasce e' una sconfitta, ogni bimbo che nasce e' una vittoria. Se la scelta e' per motivi economici è dovere di un ente pubblico provare a dare la possibilita' di una scelta diversa".

Sulla questione è tornato il coordinamento di "èViva Forlì": "Il sindaco prima si è prodigato in una battaglia a favore del "diritto a non abortire", salvo poi correggere la rotta e parlare di "libertà di coscienza per entrambi i diritti ad abortire e a non abortire". Davvero la toppa è peggiore del buco e rivela come l'uscita sia stata motivata da intenti propagandistici. Sostenere il "diritto a non abortire" comporta la convinzione dell'esistenza di un "obbligo ad abortire". Non esiste nessuna legge che obblighi le donne ad interrompere la gravidanza, quindi appare del tutto fuori luogo un "diritto" rispetto ad un obbligo inesistente.
Al contrario esisteva fino al 1978 un divieto di interruzione della gravidanza che grazie alle lotte di milioni di donne e di uomini fu cancellata consentendo, questo si, alle donne di decidere del proprio corpo e della propria vita. Allo stesso tempo quando Zattini "apre" alla libertà di coscienza sul diritto all'aborto, non si rende conto di negare nella sostanza l'impianto di base della legge 194. E questo per un cattolico è singolare, in quanto probabilmente non ha letto l'art. 1 di quella legge che garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio".

E ancora: "La contrapposizione prospettata oltre che strumentale è assolutamente dannosa oltre che lontana dal vissuto delle tante e tanti che programmano e vivono responsabilmente la loro genitorialità. L'infelice uscita pare poi suggerire che le strutture sanitarie pubbliche lavorino per favorire le interruzioni di gravidanza anziché sostenere la maternità: questa posizione è falsa, innanzitutto perchè il vero problema è il numero crescente di obiettori che ancora favorisce, alle soglie del 2020 il ricorso ad aborti clandestini, oltre che irrispettosa del personale medico che ogni giorno sostiene le famiglie nella preparazione alla genitorialità e al parto. Il sindaco Zattini invece di avventurarsi in un dibattito fuori da ogni logica farebbe meglio a pensare ad interventi concreti che mettano in condizioni i giovani di costruirsi una famiglia, e rafforzare i nostri servizi per renderli più preparati ad affrontare nuovi disagi che non sono solo economici, ma sociali e psicologici. La vita delle persone è una cosa seria".

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