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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Politica

Diritto all'uguaglianza, il Consiglio comunale sostiene la lotta delle donne iraniane

E' emersa la convergenza di tutti i gruppi consiliari sullo spirito e gli obiettivi del documento, che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Forlì sostiene la lotta delle donne iraniane "per le libertà fondamentali e il diritto all’uguaglianza e all’autodeterminazione". "Ormai da giorni assistiamo con sgomento alle tragiche notizie che giungono dall’Iran - premettono i consiglieri comunali di Forlì & Co, Federico Morgagni e Giorgio Calderoni -. Sin dall’insediamento, la scorsa estate, del presidente ultraconservatore Raisi, il regime khomeinista ha via via accentuato il suo carattere repressivo e autoritario".

"Come denunciato dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani, nel giro di pochi mesi centinaia di oppositori politici, dissidenti veri e presunti, esponenti della società civile, militanti femministe, attiviste e attivisti Lgbtq sono stati arrestati, spesso torturati, o addirittura condannati alla pena capitale per reati di opinione - viene illustrato -. La stretta del regime si è manifestata anche nell'imposizione sempre più rigida delle norme «a tutela della morale islamica», fra le quali l’imposizione obbligatoria dell’hijab (velo) per tutte le donne dall’età di 9 anni. Ai primi di settembre, secondo dati dello stesso Governo iraniano, erano oltre 300 le donne arrestate dalla Polizia Morale per violazioni della legge sull’abbigliamento".

"In questo contesto si colloca la vicenda di Masha Amini, una ragazza di 22 anni di origini curde deceduta in circostanze misteriose dopo essere stata arrestata a Teheran dalla Polizia Morale per avere trasgredito le normative sull’utilizzo dell’hijab - ricordano -. La richiesta di verità e giustizia per Masha Amini ha rappresentato il detonatore di una massiccia sollevazione della società civile iraniana, giovani e donne in testa, poi divenuta protesta di massa per il rispetto dei diritti umani e la fine delle discriminazioni nei confronti delle donne. La risposta del regime è stata una sanguinosa repressione che ha già prodotto decine di vittime, oltre 1200 arresti e un numero incalcolabile di violenze e torture. La profonda commozione suscitata nel nostro Paese da questi fatti ci ha indotti a ritenere che anche la nostra città dovesse prendere posizione".

"Abbiamo perciò proposto al Consiglio comunale un ordine del giorno di ferma condanna della repressione e di netta solidarietà agli uomini e alle donne in lotta in Iran per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti fondamentali, oltreché di richiesta di un'indagine rapida e imparziale sulla morte di Amini - proseguono Morgagni e Calderoni -. Abbiamo inoltre chiesto che, in Iran come ovunque, le istituzioni operino con la massima determinazione per garantire il diritto all'autodeterminazione delle donne, il superamento di ogni forma di discriminazione e l'uguaglianza di diritti e opportunità in ogni ambito della vita collettiva, così come previsto dalla Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna, adottata dalle Nazioni Unite nel 1979 e ratificata dall’Italia nel 1985. Dopo un breve confronto è emersa la convergenza di tutti i gruppi consiliari sullo spirito e gli obiettivi del documento, che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale".

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