Dopo la revisione della legge, approvata la direttiva sui servizi educativi 0-3 anni

Nella seduta del 25 luglio l’Assemblea legislativa ha approvato la direttiva regionale per i servizi educativi 0-3 anni. I servizi per la prima infanzia rappresentano da sempre una vera e propria eccellenza per l'Emilia-Romagna

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Nella seduta del 25 luglio l’Assemblea legislativa ha approvato la direttiva regionale per i servizi educativi 0-3 anni. I servizi per la prima infanzia rappresentano da sempre una vera e propria eccellenza per l'Emilia-Romagna, un servizio insostituibile per le famiglie. Con l’avvio del percorso che ha portato all’approvazione della legge regionale 6/2012 e con la “direttiva sui requisiti strutturali e organizzativi dei servizi educativi per la prima infanzia e relative norme procedurali”, la Regione ha aggiornato e qualificato ulteriormente il sistema, riaffermando contemporaneamente tre obiettivi fondamentali: mantenere e implementare la qualità del sistema educativo; garantirne la flessibilità necessaria a rispondere all’evoluzione dei bisogni delle famiglie; perseguire la sostenibilità del sistema e, aspetto pure significativo, la semplificazione delle procedure per l’apertura di nuovi servizi.

Grazie alla direttiva molte realtà potranno operare con maggiore flessibilità rispetto ad alcuni parametri strutturali garantendo un ampliamento dell’offerta per le famiglie, una diminuzione delle liste d’attesa e il miglioramento del servizio, senza costi aggiuntivi per i Comuni. La modifica dei requisiti strutturali introduce semplificazioni tali da facilitare l’accesso e l’erogazione del servizio, avviando una più marcata politica di qualità e sostenibilità.

La normativa regionale rilancia inoltre il concetto del valore e della qualità pedagogica dei servizi, introducendo nuove forme quali i piccoli gruppi educativi: questi potranno essere avviati a livello domiciliare ma integrati entro la più ampia rete dei servizi, nel rispetto dei parametri previsti dalla normativa stessa.

La normativa avvia poi una riflessione più ampia che vuole ricomprendere e cercare di regolamentare tante esperienze "informali" che riguardano le iniziative ricreative e di conciliazione che da più parti si sono moltiplicati nella nostra Regione: in questo modo si genera la possibilità di un riconoscimento nel sistema regionale a quelle numerose esperienze di cura e conciliazione che si sono autonomamente realizzate sul territorio.

In Emilia-Romagna la cultura dei servizi educativi è una risorsa preziosa per i bambini e le loro famiglie e rappresenta un valore per le comunità: l’accesso ai servizi per la prima infanzia continuerà dunque ad essere percepito - aspetto questo caratterizzante - come un vero e proprio diritto, di cittadinanza e di welfare.

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