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Dopo Roma: "La sinistra ha una visione opposta ai Black Bloc"

La riflessione dell'ex assessore Palmiro Capacci, dopo avere partecipato sabato alla manifestazione degli 'indignados' a Roma. "La sinistra esprime una visione culturale che è all'opposto della cultura del "Blocco nero""

“'Non chiediamo il futuro, ci prendiamo il presente'.  Questa era la scritta dello striscione del “Blocco nero” a Roma. Credo che sia molto significativa per interpretare il fenomeno”.  Lo racconta l'ex assessore Palmiro Capacci, dopo avere partecipato sabato alla manifestazione degli 'indignados' a Roma. “Questo slogan esprime una visione che è all’opposto di valori espressi dalla cultura di sinistra, sia di matrice progressista che rivoluzionaria”, afferma Capacci.

“La sinistra è tale perché vuole cambiare lo stato di cose esistente e creare un nuovo ordine. La sinistra è tale se guarda al futuro, fra l’uovo oggi e la gallina domani non ha dubbi sceglie la gallina. Da qui il sacrificio e l’impegno di tanti del loro presente per costruire un futuro migliore. L’elemento che sta alle fondamenta di questa cultura è la speranza. Le necessità immediate, necessarie perché si vive nel presente, hanno comunque all'orrizonte il “ sole dell’avvenire”. Non è un caso che la sinistra sia spesso accusata di utopismo.  Il presente è invece il tratto caratteristico della cultura del sistema sociale attuale, mentre il passato era la costante ossessione del sistema medievale”.

“Nel mondo attuale si vive come in un eterno presente, non c’è memoria del passato, non c’è un progetto per il futuro, perché l’idea di fondo è che il mondo attuale è il migliore o comunque è l’unico possibile, l’unica possibilità che rimane all’uomo è quella “prendersi il presente” riuscendo ad accamparsi il possibile, qui ed ora o al massimo domani.  La sinistra esprime quindi una visione culturale che è all’opposto della cultura del “Blocco nero””.

 
"I “neri” (Black Bloc) - sottolinea Capacci - non sono il prodotto degenere ed estremistico della cultura di sinistra, anche se in alcune frange c’è ancora molta confusione, ma è al contrario il prodotto degenere e nichilista della dominante cultura capitalistica in affanno, parimenti ad altri fenomeni sociale come la tifoseria violenta e le gang giovanili. Essendo un proprio sottoprodotto “il potere” lo può facilmente strumentalizzare”.

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