Dovadola, Merendi lascia Carnaccini e fonda "Direzione Comune"

"E' una persona che ho apprezzato umanamente da subito, ma che politicamente ha disatteso le mie aspettative", afferma

Riccardo Merendi lascia il gruppo consiliare "Siamo Dovadola" di Marco Carnaccini. "E' una persona che ho apprezzato umanamente da subito, ma che politicamente ha disatteso le mie aspettative, articolando un' opposizione personalistica e zavorrata dal ricordo di incompiutezze della sua amministrazione - esordisce Merendi -. L'attacco all'amministrazione dovadolese sulla Tari, nel quale son stato coinvolto come membro del suo gruppo consiliare, è stata la famosa "goccia che fa traboccare il vaso". Un attacco sferrato d'impeto e senza valutarne le opportune lacune. Avevo in mente un altro tipo di opposizione quando mi sono seduto sugli scranni del Consiglio comunale dovadolese, un’opposizione responsabile, determinata ma rispettosa e volta esclusivamente al perseguire il bene della nostra comunità. Invece troppe volte mi son sentito tirato per la giacca, coinvolto, mio malgrado, in quelle che io definirei “scaramucce personalistiche”; fatte di continui ed a volte puerili rinfacciamenti pre e post elettorali".

"Ho vissuto con crescente malessere questo sterile astio che non s'incanalava  nella ricerca di soluzioni condivise ai problemi del paese, ma si poneva a baluardo del rispettivo orgoglio dei dibattenti - aggiunge -. Devo dire che ho fatto molta fatica: non mi nascondo dietro un dito, sono una persona schietta, forse anche troppo, in politica meglio essere enigmatici e scoprirsi poco, ma il mio carattere non me lo consente appieno. Ho sempre inteso il ruolo di Consigliere come un onere ed un onore da rispettare quotidianamente, la mia stella polare è sempre stata il bene della collettività, perciò intendo l’opposizione sì come vigilanza, sì come eventuale sana competizione ma anche come collaborazione al divenire di un sentire e di un interesse comune. Ognuno ha le proprie idee, ma io penso e credo di aver messo sempre Dovadola prima. Ho sempre dichiarato che pur facendo parte di un gruppo consiliare seduto all’opposizione, mi sentivo libero di appoggiare eventuali politiche portate avanti da questa amministrazione. Son sempre stato una persona incline allo schierarsi, che rifugge l'ignavia e non ama nascondere la testa sotto la sabbia ma al contempo ho mantenuto quella lucidità che ti fa guardare oltre gli steccati, quel senso del dovere che ti fa andare anche  contro i tuoi colleghi di schieramento se l’interesse supremo  dei cittadini  lo richiede".

"Non mi interessa partecipare a capricci politici di schieramento, trasformando Dovadola in laboratorio politico per le dinamiche forlivesi. Questa situazione di stallo politico, di contrapposizione personale e particolare che è  andata cronicizzandosi non si confà più alla mia persona. Non sento su di me vincoli di mandato, non possono esserci, l'unico legame che sento caro è quello che mi lega agli elettori che mi hanno suffragato con entusiasmo; una scelta penso e credo sulla mia persona; una scelta trasversale - conclude -. Un suffragio che m'impone di anteporre l'interesse collettivo agli interessi di schieramento anche a costo di scelte scomode. Ho le spalle larghe, non solo metaforicamente e daro' vita ad un gruppo consiliare autonomo, di cui assumo il ruolo di capogruppo, denominato "Direzione Comune"".

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