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Sabato, 25 Maggio 2024
Lotta alle ecomafie

Ecomafie, audizione del ministro Nordio. Morrone: "Puntare su prevenzione e impianto normativo sanzionatorio"

Così il deputato Jacopo Morrone, presidente della ‘Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e ad altri illeciti ambientali e agroalimentari’

“Una relazione estremamente interessante che ci ha confermato come la criminalità organizzata che controlla il traffico degli stupefacenti e degli immigrati sia la stessa che trova convenienza anche nel traffico illecito transnazionale di rifiuti, verso i porti del Nord Europa ma anche in altre aree. Se ne stanno accorgendo i Paesi coinvolti che si sono trovati le organizzazioni mafiose in casa senza avere una legislazione adeguata a contrastare i reati ambientali, mentre quella italiana risulta essere tra le più avanzate, e se anche non è mai abbastanza, come ha ricordato il ministro Carlo Nordio, in questo quadro l'Italia sta comunque svolgendo un ruolo trainante. La recente direttiva europea prevede finalmente una stretta per questi reati particolarmente odiosi che, lo ha evidenziato anche il ministro, sono da prevenire e combattere anche rendendo poco conveniente commetterli”. Così il deputato Jacopo Morrone, presidente della ‘Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e ad altri illeciti ambientali e agroalimentari’, che, riportando alcune affermazioni del ministro, evidenzia che “l’azione penale non può che arrivare quando il reato è stato commesso, magari da lungo tempo quando non si può più cancellare il danno ambientale, per cui è necessario concentrarsi sempre più sulla prevenzione, sulla preparazione degli organismi inquirenti, sulla collaborazione transnazionale ma anche rendendo conveniente e utile il rispetto delle norme e delle regole”. A questo proposito, Morrone ricorda come la Commissione stia riflettendo su “una razionale revisione della disciplina penale ambientale che tenga conto delle criticità rilevate, sia sul fronte del controllo operato dagli addetti del settore che degli esiti dell’attività giurisprudenziale. L’ipotesi di riforma dovrebbe prendere avvio dalla concreta tenuta dell’impianto normativo sanzionatorio quale strumento di prevenzione e repressione delle condotte maggiormente impattanti sul territorio e sull’ambiente”.

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