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Domenica, 14 Agosto 2022
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Edilizia, lavori di scavo, Bartolini (FI): "Nuove prescrizioni Arpa complicano procedure"

“Oggi, pertanto, – ha spiegato Bartolini – anche solo per posizionare quattro pali di un semplice gazebo che necessitano di una sola carriola di terra, i Comuni chiedono sempre la dichiarazione all’Arpa, la quale pretende che il cittadino alleghi alla comunicazione analisi chimica del terreno da parte di un laboratorio specializzato"

“In moltissimi cantieri edili vi è attività di scavo, che può andare dallo scavo per la fondazione di una recinzione allo scavo per la costruzione della rete fognaria, dallo scavo per le fondamenta di un condominio allo scavo per la realizzazione di un parcheggio interrato. Prima del 2013 i Comuni avevano predisposto un modello in cui il direttore dei lavori dichiarava, senza ulteriori incombenze o prescrizioni, che le terre e le rocce di scavo venivano impiegate per il rinterro. A seguito dell’entrata in vigore del cosiddetto ‘Decreto del fare’ del governo Letta, la maggior parte dei Comuni ha predisposto apposita modulistica per la segnalazione d’inizio attività relativi a interventi edilizi in cui è obbligatorio citare la data di comunicazione asseverata all’Agenzia regionale prevenzione e ambiente (Arpa) regionale, in difetto della quale la segnalazione certificata di inizio attività (Scia) è irricevibile. L’Arpa regionale dell’Emilia-Romagna, però, ha predisposto un modello in cui non si limita a richiedere l’asseverazione da parte del proponente lo scavo in merito al rispetto dei parametri, vale a dire che le terre di scavo poi reimpiegate non sono inquinate, come avveniva precedentemente con i modelli comunali, ma richiede sempre l’analisi dei terreni da eseguirsi in laboratori specializzati”. È quanto ha dichiarato Luca Bartolini, Consigliere regionale di Forza Italia.

“Oggi, pertanto, – ha spiegato Bartolini – anche solo per posizionare quattro pali di un semplice gazebo che necessitano di una sola carriola di terra, i Comuni chiedono sempre la dichiarazione all’Arpa, la quale pretende che il cittadino alleghi alla comunicazione analisi chimica del terreno da parte di un laboratorio specializzato. Queste nuove prescrizioni dell’Arpa regionale stanno rendendo complesse e complicate le procedure di autorizzazione, dilatandone i tempi e aumentandone i costi, tanto che in molti comuni della provincia di Forlì-Cesena amministratori, operatori edili e cittadini hanno cominciato a reclamare modifiche. Ho ritenuto, perciò, doveroso, presentare un’interrogazione per chiedere i motivi per i quali l’Arpa regionale dell’Emilia-Romagna ha predisposto un modello in cui non si limita a richiedere l’asseverazione da parte del proponente lo scavo ma richiede sempre l’analisi dei terreni da eseguirsi in laboratori specializzati e quali provvedimenti si intendano adottare nei confronti della Direzione dell’Arpa regionale al fine di modificare una scelta che va nella direzione opposta rispetto alla semplificazione delle norme in materia edilizia e rispetto al contenimento dei costi a carico di cittadini e imprese”.

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