Elaborata a Forlì l'immagine del nuovo partito di Sgarbi, "Rinascimento"

C'è molta Forlì nel nuovo movimento politico che sta tenendo a battesimo Vittorio Sgarbi e che prende il nome di "Rinascimento"

C'è molta Forlì nel nuovo movimento politico che sta tenendo a battesimo Vittorio Sgarbi e che prende il nome di “Rinascimento”. Il critico d'arte non è nuovo ad avventure politiche, essendo stato a lungo parlamentare di Forza Italia, sindaco ed assessore in molti luoghi del Bel Paese, ma anche fondatore di movimenti di carattere politico. Questa volta, per combattere quello che definisce “il Medioevo” in cui viviamo, propone il “Rinascimento”, rispolverando quindi il periodo storico di maggior grandezza artistica dell'Italia.

Sgarbi lancerà il suo partito con una serie di spettacoli, che prendono il nome proprio di “Rinascimento” (dopo le fortunatissime repliche di “Caravaggio”) e i social network. Il suo programma? Si riassume in un'unica parola: la bellezza. Arte, ambiente e storia: un giacimento inesauribile, il vero petrolio d'Italia, da utilizzare sapientemente per produrre reddito, ma non con un modello industriale, tanto che per esempio – in un'intervista sul Corriere della Sera – propone di ritornare alla costruzione con materiali tradizionali per non snaturare ulteriormente la bellezza delle nostre città.

Sgarbi ha sempre guardato con un occhio di attenzione Forlì, sarà anche perché è residente nella nostra città è il suo braccio destro Sauro Moretti. Per questo, una buona parte del “concept”, come si usa dire, della sua nuova formazione politica è stata elaborato a Forlì. Il simbolo -  il dito di Dio che sfiora quello di Adamo nella potente rappresentazione di Michelangelo e che si propone come un pretendente da posizionarsi sulla scheda elettorale delle prossime elezioni politiche – è stato elaborato dall'agenzia PubliOne di Forlì, mentre già sarebbe allo studio l'inno, curato secondo le indiscrezioni anche in questo caso da due grandi forlivesi della musica, il tenore Maurizio Tassani e il musicista David Sabiu. Insomma, le prime basi sono state gettate, ma il percorso verso le elezioni appare ancora lungo e tortuoso.

Maurizio Tassani abbraccia in pieno il progetto, non solo come professionista del canto, ma anche come cittadino: "Quando è nata l'idea e mi è stata presentata, dopo l'estate, l'ho subita accolta con gioia. Come artista non posso che dire che finalmente c'è qualcuno che parte dalla bellezza e dalla cultura e non dai soldi, che poi arrivano quando c'è la qualità. Per questo ci salto a piè pari in questo progetto politico e lo aspetto con grande speranza". Tassani sta omponendo l'inno, che contiene messaggi politici evidenti dal momento che, spiega Tassani, "vi sono vari riferimenti per esempio ad una conduzione onesta e pulita dell'Italia". E conclude: "Siamo ancora all'opera, speriamo di poterlo presentare quanto prima, e di poterlo fare a Forlì, sarebbe molto bello".

Ecco alcuni stralci del nuovo inno di Rinascimento con le parole scelte da Tassani: "Rinasci Italia splendente nazione / La grande Bellezza è dentro di te...... / .....Ti amo Italia / Ti amo  perché / Nessuna al mondo è come te". E poi "Coraggio e giustizia / Passione e onestà / Noi questo chiediamo / A chi ti guiderà / Ti amo Italia / Ti amo  perché / Nessuna al mondo è come te".

IL SIMBOLO - Lo sviluppo del marchio distintivo, sul disegno di Sara Pallavicini, direttore dell’ufficio creativo di Vittorio Sgarbi, è stato affidato ad una realtà da sempre presente e attiva sul territorio romagnolo: PubliOne – l’agenzia di comunicazione integrata  che vanta nel suo portfolio collaborazioni con numerosi brand.  L’agenzia, grazie alle indicazioni di Moretti, ha studiato il logo partendo proprio dalla cultura storico-artistica del Rinascimento italiano e in particolare dagli splendidi affreschi realizzati da Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina. E ha fatto rispecchiare la nascita di questo partito con quello che è forse il momento più forte di tutta la narrazione pittorica: la Creazione di Adamo, e in particolare l’incontro sfiorato fra il dito indice di Dio e quello del primo uomo sulla Terra secondo il racconto della Bibbia.  Le due mani si stagliano su un fondo azzurro, che riprende il colore del cielo e al contempo rende l’immagine ancora più tridimensionale. Il payoff, “Innalzare gli italiani alla bellezza”, è già un esplicito intento politico: la bellezza è il perno del ricco programma ideato da Vittorio Sgarbi, da sempre impegnato nella promozione e nella salvaguardia dell’inestimabile patrimonio storico-artistico dell’Italia.

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