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Domenica, 25 Febbraio 2024
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L'intervista - Il M5S: "Siamo distanti da questo centro-destra pericoloso, lavoriamo a una coalizione col Pd"

Alle prossime elezioni comunali, rispetto a quelle del 2019, uno dei principali elementi di novità potrà essere l'inedita alleanza Pd-M5S. Entrambi i partiti stanno lavorando per arrivare all'accordo

Alle prossime elezioni comunali, rispetto a quelle del 2019, uno dei principali elementi di novità potrà essere l'inedita alleanza Pd-M5S. Entrambi i partiti stanno lavorando per arrivare all'accordo, che pare tutt'altro che remoto. In Romagna c'è Ravenna, come comune principale, in cui è stata realizzata una maggioranza giallo-rossa. Il gruppo del Movimento 5 Stelle forlivese seguirà la stessa strada? Il dialogo in tal senso è in fase avanzata, come spiega Sergio Petroncini, rappresentante del gruppo territoriale di Forlì del M5S, una sorta di coordinatore comunale in base alla nuova struttura territoriale che i pentastellati si sono dati (rappresentata dai coordinatori regionali per l’Emilia-Romagna, Marco Croatti e Gabriele Lanzi e il coordinatore provinciale Mauro Frisoni).

Petroncini, è in corso un dialogo con il Partito Democratico per un'alleanza, in vista delle elezioni comunali di giugno 2024?
“Sì, è in corso un dialogo per cercare di costruire una coalizione ampia che si contrapponga al centro destra”.

Recentemente il consigliere Calderoni ha rimarcato il buon rapporto in Consiglio comunale tra i partiti di opposizione, compreso il M5S, conferma?
“Sì, e sono in corso incontri per dare una giunta diversa alla città di Forlì”.

Nella precedente amministrazione di centro-sinistra dell'ex sindaco Drei dal M5S veniva attuata un'opposizione che appariva molto più radicale e inflessibile, mentre nei confronti dell'attuale sindaco di centro-destra Zattini l'azione di opposizione politica è apparsa più blanda...
“Non credo che sia così, abbiamo condotto un'opposizione severa nei confronti della giunta Zattini. E' chiaro che quando ci sono stati provvedimenti condivisibili abbiamo fatto la nostra parte, ma per tutta la legislatura siamo stati da un'altra parte. Non abbiamo avuto nessuna connivenza con questa giunta che reputiamo pericolosa per la città di Forlì”.

Questo probabilmente dipende anche dal fatto che c'è stato un ricambio di classe dirigente. Nel 2020, il gruppo di Forlì espresse il candidato presidente della Regione, un ruolo di primo piano, con una coppia di esponenti politici di quella stagione, Daniele Vergini e Simone Benini, che poi si sono defilati. E' un segnale che il Movimento 5 Stelle è cambiato?
“Il Movimento 5 Stelle è indubbiamente cambiato, sia a livello nazionale che a livello locale. Il nuovo corso impresso da Giuseppe Conte ha portato tutti a una riflessione, ha collocato il M5S in un ambito distante dalle forze di centro-destra e oggi possiamo dire che, per quanto riguarda Forlì, il M5S lavora attivamente per far incontrare le forze progressiste per dare un volto diverso alla città.” 

Parliamo del candidato, se ci sarà un'alleanza come va scelto? Va bene una prima proposta fatta dal Pd in quanto partito di maggior peso o chiedete  primarie di coalizione?
“Si è avviato un percorso, decideremo strada facendo qual è la forma migliore per arrivare al candidato”

Qual il profilo del vostro candidato ideale?
“Deve avere un profilo ambientalista, attento alle questioni sociali, e avere un'idea di città diversa da quella che c'è stata fino ad ora”

Un'alleanza con Pd e centro-sinistra si potrà a fare anche se non sarà omogenea su tutto il territorio, tenuto conto che si vota anche alle Europee? Per esempio a Cesena pare più difficile che si possa concretizzare.
“Rispondo per Forlì. Probabilmente qui è più facile lavorare per la costruzione di un'alternativa dopo 5 anni di governo di centro-destra. A Cesena forse il dialogo con un'amministrazione di centro-sinistra è più difficile, ma questo dialogo spetta ai rappresentanti di Cesena”.

Nel 'campo largo' che si va a riprendere c'è spazio anche per Italia Viva e Calenda?
“Il dibattito è aperto su questi temi. Da un lato dobbiamo lavorare per una coalizione vincente, ma dall'altro dobbiamo lavorare per una coalizione omogenea e che abbia una visione comune. Strada facendo vedremo quanto questo sia possibile con le forze politiche coinvolte nel confronto”

Quindi non vi sentite incompatibili a sedervi a un tavolo con Italia Viva.
“E' una domanda a cui risponderemo strada facendo” 

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