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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Candidati sindaci a confronto col mondo cattolico: ricette diverse su giovani, famiglia e solidarietà

A precedere gli interventi degli aspiranti sindaci, infatti, una ricca carrellata di settori dove i cattolici forlivesi hanno voluto ricordare il loro impegno per la città e porre le loro domande

I quattro candidati sindaci a confronto con il mondo cattolico. Davanti ad oltre 300 persone riunite nella sala dell'ex cinema Mazzini, ieri sera i candidati hanno parlato alla fine, secondo la regola del “prima ascoltare e poi parlare”. A precedere gli interventi degli aspiranti sindaci, infatti, una ricca carrellata di settori dove i cattolici forlivesi hanno voluto ricordare il loro impegno per la città e porre le loro domande.

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Si sono buttati così sul tavolo i temi delle aziende e della loro responsabilità sociale; la sostenibilità e la rigenerazione urbana, ma anche molto la scuola (con Paolo dell'Aquila che ha chiesto esplicitamente più aiuti del Comune per le scuole paritarie), di servizi ai minori, in particolare per gli adolescenti e i neo-maggiorenni – meno coperti dai servizi comunali, ma su cui viene indicata un'emergenza non solo educativa. Da Filippo Monari, direttore della Caritas, viene indicato come prioritario il problema della casa e della grande fatica dei giovani a crearsi una famiglia.

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L'incontro è stato organizzato dalle Consulte diocesane delle aggregazioni laicali (Cdal), dalle Consulte degli organismi socio-assistenziali insieme all’ “Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro”, con il coinvolgimento di diverse realtà cattoliche quali Azione Cattolica, Comunione Liberazione, Agesci, Caritas, Acli, Agesc, Cif, Rinnovamento nello spirito, Uciim, Gruppo di Preghiera di Montepaolo, il tutto sotto il coordinamento di Edoardo Russo, presidente Cdal.  Sempre nel mondo cattolico ha già dato il suo endorsement ufficiale la Compagnia delle Opere, a favore del candidato di centrodestra Gian Luca Zattini.

Acqua: “Al centro la tradizione antica del cristianesimo”

A rispondere alle varie questioni sollevate dal mondo cattolico sono state - 8 minuti ciascuno – i candidati sindaci. E La prima a prendere la parola, in ordine alfabetico, è stata Maria Ileana Acqua, candidata per la lista 'ContiamoCi'. Acqua ha così spiegato che “il movimento ContiamoCi e la totalità dei suoi associati mettono al centro la tradizione antica del cristianesimo”. Per cui sui temi dell'accoglienza dei migranti, indicato in particolare dalla Caritas, questa va fatta, per Acqua, “tenendo bene la nostra centralità culturale, morale e religiosa”. Da qui un sostegno “al crocifisso nelle scuole”, in quanto il cristianesimo “è la religione del nostro Stato”.

Da Acqua, poi, un focus sull'emergenza per i giovani: “Abbiamo distrutto i ragazzi chiudendoli in casa negli ultimi 3-4 anni (il riferimento è alle restrizioni Covid, ndr)”, tuttavia per aiutarli “vanno aiutati gli adulti: hai voluto  un figlio? Allora qualche aperitivo in meno e qualche ora in più con i tuoi figli”: è stato il lapidario messaggio sulla genitorialità di Acqua. Tra le altre proposte l'apertura dell' “accesso alle case popolari a chiunque” e una “Forlì rigorosa: amo le regole ben fatte”, conclude la candidata di 'ContiamoCi'.

Botticella: “Uguaglianza e fratellanza sono principi anche dei comunisti”

A fare da contraltare al conservatorismo religioso espresso da Acqua, è stato il candidato del Partito Comunista Italiano Vito Botticella, che con una platea ideologicamente lontana e di ispirazione cattolica ha cercato punti di contatto. Dopo aver ascoltato gli interventi, infatti dice Botticella: “Fate davvero tante cose, siete persone che si mettono in gioco e di sicuro non lo fate per soldi”. Ed ancora: “I principi del cattolicesimo sono l'uguaglianza, la fratellanza e la solidarietà: questi sono anche i principi del Pci”.

Da un punto di vista politico, arriva la bocciatura del Pci sull'autonomia differenziata tra regioni, “su cui anche la Cei si è espressa in modo negativo, paventando una perdita di unità nazionale e di solidarietà tra regioni”. E sul governo del Comune di Forlì si limita a dire: “Posso solo promettere che ci si siederà tutti intorno a un tavolo per sviluppare progetti e programmi”.

Rinaldini: “Casa, digitale e servizi più flessibili per attrarre giovani”

Da parte di Graziano Rinaldini un intervento in gran parte all'insegna dell'economia. Per il candidato sostenuto da Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e lista RinnoviAmo, infatti, il futuro economico sarà concentrato in grandi agglomerati urbani fortemente digitalizzati, mentre le parti rimanenti rischiano di diventare 'periferia'. Da qui “la necessità di agganciare l'asse Milano-Bologna per competere”. In che modo? “Forlì ha l'industria più sviluppata della Romagna, che sviluppa 9,5 miliardi l'anno di fatturato per le prime 80 aziende locali, con la digitalizzazione che deve riguardare anche gli anzianim, con un forte collegamento con l'università”.

E poi l'affondo, sul tema dei giovani: “Mancano 16mila lavoratori, ma non possiamo cercare lavoratori che poi, giunti sul territorio, non trovano casa e servizi e si finisce per creare dei ghetti”. Per Rinaldini bisogna quindi fare “un lavoro di accoglienza dei lavoratori, anche le numerose dimissioni volontarie danno un senso di mancata accoglienza da parte delle aziende”. La ricetta di Rinaldini prevede quindi di fare politiche per rimettere in circolo “170 case popolari non utilizzate e circa 2.000 alloggi privati sfitti”, mentre per i servizi comunali alle famiglie “se gli orari di lavoro sono flessibili, lo devono essere anche i servizi”.

Zattini: “Famiglia, valorizzare la rete dei nonni”

Per ultimo l'intervento del sindaco uscente Gian Luca Zattini, candidato di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Popolo della Famiglia e della sua lista civica 'La Civica – Forlì cambia'. Intervenendo per ultimo, in forza del suo cognome con la 'Z', Zattini lancia una frecciata al suo diretto contendente Rinaldini: “Mi permetto di fare una rettifica, non lo dico io ma i dati della Camera di commercio: Forlì non è una città che perde cervelli, ma anzi attrae competenze. Viene scelta da molti giovani come la città dove radicare il loro futuro”.

Per Zattini, quindi, “è una città dove si vive bene, con una buona qualità della vita” e dove “emerge un mondo cattolico che ci dice 'Noi ci siamo' per co-progettare i servizi e non per essere soggetti passivi”. Alla platea cattolica Zattini cita quindi Gino Mattarelli, deputato Dc degli anni '60 e '70 grazie a cui “è nato a Forlì un certo concetto di cooperazione sociale”. Dal punto di vista delle politiche famigliari e di assistenza, Zattini pone come priorità la valorizzazione della “rete dei nonni” e “lavorare assieme, ciascuno nel proprio ruolo, per non lasciare indietro nessuno e creare una comunità coesa”.

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