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Zattini evita per un soffio il ballottaggio e vince per 2.500 elettori che lo scelgono dopo aver votato a sinistra alle Europee

Non è stata una vittoria spianata, come ci si attendeva. Lo si poteva intuire fin dall'inizio, con il dato di affluenza basso

Gian Luca Zattini si conferma sindaco di Forlì per il secondo mandato, senza passare dal ballottaggio, vincendo con circa il 50,6% dei voti. Non è stata una vittoria spianata, come ci si attendeva. Lo si poteva intuire fin dall'inizio, con il dato di affluenza basso (il 61,6% di partecipazione al voto, contro il 68,4% del 2019). Questo avrebbe premiato chi aveva la capacità di mobilitare il proprio elettorato verso le urne, una capacità storicamente più consolidata nel centrosinistra.

E a suonare un altro campanello dall'allarme era stato, in mattinata, il risultato delle Europee: la somma dei partiti del centrosinistra arrivava infatti al 52,2% (sommando anche i voti centristi di Italia Viva e Azione, suddivisi per ipotesi a metà tra i due candidati, dato che le due formazioni politiche si sono profondamente spaccate a quest'elezione comunale). Le forze politiche che compongono la coalizione di Zattini, invece, arrivavano al 44,8%, un bello scarto di differenza che intorno alle 14, all'inizio dello spoglio, avrà fatto correre qualche brivido freddo lungo la schiena agli esponenti di centrodestra.

Ma le somme algebriche, in politica, spesso sbagliano. Ed è durante lo spoglio dei voti che è emerso un “tesoretto” di circa 2.500 in uscita dal centrosinistra verso Zattini. In uscita da chi? Difficile fare analisi complesse in questa fase ma un po' da tutti, e principalmente dal Movimento 5 Stelle, che dalla scheda delle Europee a quella delle Comunali ha perso circa 1.500 voti. Calo anche del Pd e di Alleanza Verdi e Sinistra, non del tutto compensato dall'exploit di Rinnoviamo, balzata a seconda formazione politica della coalizione di centrosinistra (relegando il M5S a quarta ed ultima). 

Questa differenza è passata così a Zattini e in gran parte, probabilmente, alla sua lista civica, che superando il 14% è di gran lunga la seconda forza politica della sua coalizione. Notevole il calo di Fratelli d'Italia, dal voto indentitario delle Europee a quello con molte più dinamiche delle Comunali. E' possibile che questi voti in uscita da Fratelli d'Italia (oltre 4.000, oltre 8 punti percentuali) siano finiti nella lista civica di Zattini oppure nella Lega che rispetto alle Europee fa un balzo notevole (quasi il 3% in più). In tenuta Forza Italia. Se si sommano un centinaio di voti disgiunti in più a favore di Zattini e un basso livello di voti in uscita nella lista 'Contiamoci' (di area di destra), si è concretizzata la vittoria di Zattini, sul filo del rasoio: sarebbero bastati circa 400 voti in meno per andare al ballottaggio.

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