Voto nei quartieri, tutti i partiti contro il Pd. Scatta l'esposto alla Prefettura

“Si sono fatti proclami agli altri partiti di astenersi, per rispettare la civicità del voto nei quartieri. Ora, se come è evidente è una competizione politica, dateci almeno la possibilità di competere"

Un rinvio delle elezioni per la nomina dei nuovi consigli di quartiere: a richiedere al prefetto un'azione incisiva sul Comune, dopo che su questo tema è stata bocciata una mozione nel Consiglio comunale di martedì scorso, sono tutti i gruppi consigliari del Consiglio comunale, sia quelli di maggioranza che di opposizione, con l'eccezione del Partito Democratico, il principale “accusato” dagli altri gruppi politici.

Domenica 29 novembre, infatti, si dovrà votare per questi organi della rappresentanza di base dei cittadini, per formare i consigli dei 42 quartieri della città (alcuni, tuttavia, non avendo avuto un numero minimo di candidati sarebbero stati accorpati ad altri quartieri). Tuttavia la data viene fortemente contrastata dai capigruppo di Movimento 5 Stelle (Simone Benini), “Noi forlivesi” (Paola Casara), Lega Nord (Daniele Mezzacapo), Fratelli d'Italia (Davide Minutillo), Forza Italia (Fabrizio Ragni), e poi ancora, sul fronte della maggioranza “Noi con Drei” (Mario Peruzzini), “Con Drei per Forlì” (Paolo Bertaccini) ed infine il gruppo Misto (Tatiana Gentilini).

“Assieme rappresentiamo il 55% dei voti espressi alle ultime elezioni”, premette Fabrizio Ragni. Per tutti questi partiti, il Pd alle elezioni di quartiere avrebbe “giocato sporco”. Il motivo? Lo spiega Peruzzini: “I comitati di quartiere sarebbero dovuti essere organismi apartitici, liberi, di partecipazione attiva e democratica di tutti i cittadini, e questo a detta dello stesso Pd, che in tal senso si era espresso sia in consiglio che per bocca dell'assessore Samorì”. Invece, il Pd a detta degli altri partiti è andato in direzione opposta, con assemblee organizzate con consiglieri e dirigenti del Pd, incontri nei circoli Arci e la divulgazione prima dell'affissione ufficiale dell'avviso pubblicorelativo alle candidature da parte. In un caso, a Vecchiazzano, l'incontro è stato gestito dl vicesindaco Veronica Zanetti, pur non essendo delegata ai quartieri, e con la presenza del consigliere del luogo, Paride Maretti. I gruppi consigliari hanno contato ben 40 nomi di candidati per i consigli di quartiere che sono reperibili anche negli elenchi degli organi dirigenti del Pd forlivese, presenti sul sito internet del Pd forlivese.

“Si sono fatti proclami agli altri partiti di astenersi, per rispettare la civicità del voto nei quartieri. Ora, se come è evidente è una competizione politica, dateci almeno la possibilità di competere, rinviando tutto. O tutti o nessuno, noi avremmo preferito 'nessuno'”, lamenta Ragni. Sulla stessa linea Mezzacapo: “La politica doveva uscire dai quartieri, mentre molti candidati si sono presentati accanto a consiglieri ed esponenti del Pd”. Paolo Bertaccini rimarca che la protesta riguarda anche partiti che compongono la maggioranza, mentre Tatiana Gentilini protesta per la mancata autonomia finanziaria dei quartieri. Attacca anche Paola Casara: “A questo punto era meglio fare come hanno fatto a Cesena, con una nomina diretta da parte del Consiglio comunale. Che paura ha il Pd ad aspettare ancora?”. Infine Simone Benini: “Quando si discuteva del regolamento siamo stati accusati di voler mettere troppi paletti, ma forse dovevamo proprio metterli dei paletti formali”.

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Il prefetto è il soggetto garante per il rispetto delle leggi dello Stato e quindi non dei regolamento comunali. “Tuttavia – spiegano gli esponenti politici – chiediamo che faccia un'azione di raccomandazione sul Comune perché si rispetti l'etica del voto, che faccia un'operazione di convincimento”. La richiesta formale è di un posticipo del voto, che è stato definito in poche settimane, per permettere nuove candidature e una più ampia diffusione delle informazioni ai cittadini, in vista del voto.

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