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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Verso le elezioni

Elezioni, Farolfi (FdI): "Il ministero della Cultura investa di più nel settore musicale. Fondi per il nuovo Auditorium"

A dirlo è Marta Farolfi  (Fratelli d'Italia) candidata per il centrodestra nell' uninominale Senato di Forlì-Cesena e Rimini e nel plurinominale Senato a Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Bologna e Ferrara

“Il comparto della musica, uno dei settori più importanti dell'industria culturale italiana, non è stato sostenuto come doveva dal governo. Per uscire dalla pandemia, per esempio, altri Paesi, come la Francia e il Regno Unito hanno stanziato per la cultura cifre importanti: i primi due miliardi di euro, i secondi un miliardo di sterline. In Italia, fra un decreto e l'altro, poca cosa. E a ben guardare le erogazioni del Ministero della Cultura spiccano disparità fra una città e l'altra che lasciano perplessi". A dirlo è Marta Farolfi (Fratelli d'Italia) candidata per il centrodestra nell'uninominale Senato di Forlì-Cesena e Rimini e nel plurinominale Senato a Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Bologna e Ferrara.

“Ritengo doveroso  un intervento del Mic per investire più risorse nei progetti a sostegno del comparto musicale in Romagna - afferma Farolfi -. A Forlì, per esempio, è aperto il cantiere del nuovo Auditorium. Un progetto   già interamente finanziato dal Comune per iniziativa della giunta di centrodestra che dal suo insediamento s'è attivata molto per sostenere cultura e belle arti. Per l'Auditorium l'amministrazione ha lanciato anche il sistema di finanziamento degli art bonus, ma per velocizzare la realizzazione dell'opera, contribuire all'ulteriore restauro dell'edificio e  arricchire ulteriormente le future  stagioni musicali sarebbero più che graditi anche i contributi del Ministero della Cultura". 

“L'Art bonus è la misura fiscale che incentiva le donazioni dei privati e negli ultimi anni si sono moltiplicati gli esempi virtuosi di sostegno delle aziende al patrimonio culturale  italiano, Ma questa possibilità non deve sollevare governo e ministero dal garantire le risorse necessarie a valorizzare i “tesori” del nostro Paese. Bisogna fare di più - prosegue -. Il Recovery Plan di Draghi, per esempio,  destina alla cultura (che comprende tutte le arti) appena il 3,5%, altri Paesi europei di più,  il Portogallo  per esempio  l’8%. Quindi, è del tutto evidente che in un'ottica di piena e virtuosa collaborazione tra pubblico e privato anche lo Stato debba fare la sua parte e mettere mano al portafoglio". 

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