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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Politica

Elezioni, tutti i partiti ancora in alto mare. Ecco i nomi dei papabili sindaci

Partiti politici in alto mare per la scelta dei candidati sindaci per le prossime elezioni amministrative. La vera fortuna per tutti è che tutti sembrano essere ugualmente in ritardo

Partiti politici in alto mare per la scelta dei candidati sindaci per le prossime elezioni amministrative. La vera fortuna per tutti è che tutti sembrano essere ugualmente in ritardo. La campagna elettorale quindi si giocherà negli ultimissimi mesi prima del voto di fine maggio. Anzitutto sono giorni di confronti serrati all'interno del Partito Democratico di Forlì. Dopo l'annuncio dell'attuale sindaco Roberto Balzani di non volersi ricandidare e fatti diversi tentativi per fargli cambiare idea, già da alcune settimane negli organi del Pd è aperto un confronto su chi sarà il prossimo candidato alle elezioni di maggio.

CENTRO-SINISTRA. Sul tavolo della segretaria territoriale Valentina Ancarani giace la candidatura, già palesata dal diretto interessato, di Ubaldo Marra, ex segretario nei Ds, per anni a capo di Avm, il precedente gestore del servizio di trasporto pubblico prima della confluenza in Start Romagna. In area renziana-balzaniana, invece, i nomi più ricorrenti per la candidatura sono quelli di Veronica Zanetti, capogruppo in Consiglio Comunale, Davide Drei, assessore comunale ai servizi sociali e Raoul Mosconi, dirigente di Asp e uno dei volti più noti a livello locale delle Acli. Questi ultimi due nomi sono molto vicini al mondo cattolico, mentre la Zanetti ha dalla sua l'essere una “renziana della prima ora”. Fuori dalla componente maggioritaria del Pd locale, che ha in Balzani il suo principale esponente, c'è la candidatura del vicepresidente della Provincia Guglielmo Russo, dirigente della Legacoop. Dalla sua parte ci sono i cosiddetti “cuperliani”, ma anche altri “spezzoni” del Pd locale. Nel mazzo dei nomi fatti sulla stampa anche il deputato forlivese Marco Di Maio, eletto alla Camera nemmeno un anno fa ma sollecitato da più parti.

AL CENTRO. Lo scorso mese ha fatto molto discutere la possibilità di una lista civica “centrista” annunciata dall'ex presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi Piergiuseppe Dolcini. All'interno di questa lista civica sono stati spesi nomi di candidati sindaci, specialmente quello di Gianfranco Brunelli, curatore delle mostre del San Domenico, che però a stretto giro hanno poi annunciato la loro non disponibilità a correre. Nelle ultime settimane questa lista, che dovrebbe essere “di supporto” al Pd (ma è stato paventato che possa essere anche autonoma), è finita nel “congelatore”.

CENTRO-DESTRA. Nuovo Centro-destra, Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale-Fratelli d'Italia e Udc stanno sondando la possibilità di fare fronte comune: l'unica strategia che realisticamente possa portare al ballottaggio. Gli scogli in casa centro-destra sono tanti: il nome più “scontato” è il candidato di cinque anni fa Alessandro Rondoni, che ha dalla sua parte il risultato “storico” di aver portato Balzani al ballottaggio le scorse elezioni. Rondoni piace molto al Ncd, ma proprio per questo non piace al nuovo soggetto berlusconiano, la rinata Forza Italia. Uno dei responsabili dei club “Forza Silvio” lo ha silurato pubblicamente mediante comunicato stampa, salvo poi prendersi forti bacchettate sia all'interno che all'esterno del proprio partito. Per Forza Italia il punto di non trattabilità è il simbolo sulla scheda. Da Roma, infatti, l'indicazione è chiara: bisogna contare il proprio peso specifico. Questo rende difficile la nascita di una civica “senza simboli”. L'Udc, infine, ha in piedi un proprio progetto, mentre la Lega Nord è stata al momento la più silenziosa, ma è probabile che non sarà così a lungo.

MOVIMENTO 5 STELLE. Più che possibile papabile per il ballottaggio è infine il M5S, che a Forlì, dopo quasi un anno dalla Politiche dello scorso anno, che hanno portato all'exploit i grillini, di fatto ancora non ha un volto riconoscibile, a differenza delle vicine Cesena e Cesenatico. Di fatto il M5S può contare sull'effetto traino di Beppe Grillo: chiunque sarà il candidato, anche scelto l'ultimo giorno utile, potrà contare su una cassetta consistente di voti, con una percentuale minima a due cifre. In un anno, dopo un doppio ciclo di “espulsioni” (prima del gruppo di DestinAzione Forlì, poi degli animatori del primo e storico meet-up grillino) l'associazione “Forlì per le 5 stelle”, ha sostanzialmente prodotto poco che sia risultato visibile all'esterno, limitandosi a nominare per due volte lo stesso portavoce Daniele Avolio. In questo “bacino elettorale” insiste anche il gruppo di DestinAzione Forlì, che gode di un seguito legato alla precedente candidata Raffaella Pirini, forte di molte battaglie ben riconoscibili negli anni passati. Pur con posizioni politiche molto simili, sembra al momento difficile un avvicinamento tra le due formazioni politiche.

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