Incuria del verde pubblico, le proposte dei candidati: patti civici coi cittadini, piccoli appalti e più fondi

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", ForlìToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo).

Domanda: Forlì è una città con molto verde pubblico. Questo da una parte è un grande bene, ma dall'altra rende sempre più visibili le difficoltà di manutenzione. Il problema principale è che - a parità di verde pubblico - pare sia andata diminuendo la cura, in particolare non tanto per i giardini più vasti, ma per le aree più piccole e meno fruite. Spesso fazzoletti verdi in fregio alle strade sembrano dimenticate e contribuiscono ad un'immagine di degrado, incuria e sporcizia. Come risolvere il problema?

Daniele Vergini (M5S)

Nella mia attività di consigliere comunale a Forlì ho avuto modo di vedere in più occasioni come l’attuale amministrazione consideri il verde pubblico quasi sempre dal punto di vista dei “costi” di manutenzione, a loro parere molto elevati, per questo hanno sempre permesso una “monetizzazione facile” delle dotazioni di verde pubblico nei vari comparti urbanistici, in altre parole basta pagare per non realizzare le aree verdi previste, così il comune incassa e non spende in manutenzione, ma c’è meno verde a disposizione dei cittadini! Il nostro approccio invece, se i cittadini forlivesi ci daranno fiducia, sarà di segno nettamente opposto perchè riteniamo che ogni investimento nel verde pubblico sia un investimento sulla qualità della vita dei cittadini forlivesi.  Intendiamo aumentare il budget a disposizione della cura del verde e le professionalità all’interno dell’ufficio comunale preposto. Riqualificheremo poi tutti i parchi, sia del centro (si pensi ad esempio al parco della Resistenza che versa in uno stato di incuria allarmante) che di periferia, vogliamo renderli di nuovo luoghi gradevoli, ben mantenuti, con giochi per i bambini affinché siano anche centri di aggregazione per le famiglie.

Per quanto riguarda l’appalto del verde pubblico lo suddivideremo in più lotti per favorire le piccole aziende locali, disporremo controlli serrati sull’operato delle ditte appaltatrici, aumentando le penali in caso di inadempienze fino ad arrivare, se necessario, al recesso in caso di gravi disservizi. Istituiremo inoltre una piccola squadra comunale di giardinieri/cantonieri per sopperire alle eventuali emergenze nei luoghi dove è più importante mantenere il decoro. 

Valuteremo poi, come succede già a Roma, anche la possibilità di coinvolgere richiedenti asilo volontari o ex detenuti in regime di semilibertà in progetti di inserimento nella società che prevedano la manutenzione del verde; daremo inoltre attuazione al “baratto amministrativo” per permettere a cittadini in difficoltà economiche di pagare le imposte comunali svolgendo lavori socialmente utili anche nell’ambito del verde pubblico. 

Per quanto riguarda i casi di abbattimenti di alberature (ricordiamo ad esempio quello in viale Bolognesi o quello “scampato” in extremis dei bagolari di corso Diaz) la decisione dovrà sempre essere preceduta da un’attenta analisi costi/benefici, che tenga in considerazione in prima battuta gli impatti ambientali e solo successivamente gli aspetti economici. Come principio di base gli unici alberi da abbattere dovranno essere quelli instabili o malati che costituiscono un reale pericolo per l’incolumità dei cittadini.

Giorgio Calderoni (centro-sinistra)

La soluzione sta nella “città della collaborazione” che, non per caso, figura - quale vera e propria “filosofia di governo” - al primo dei 10 punti del mio programma a candidato Sindaco e, dunque, di ogni lista che compone l’alleanza a sostegno della mia candidatura. Una filosofia fondata sulla collaborazione civica e tale per cui, in ogni campo, il Comune fa un passo indietro, mentre i cittadini, le loro associazioni, le loro organizzazioni, i “corpi intermedi” fanno un passo avanti: e tutti insieme si collabora, a partire dal territorio, per la realizzazione di progetti di cura e manutenzione della città e di cura della comunità mediante la stipula di veri e propri accordi che disciplinano i rispettivi impegni.

Un nuovo strumento, da questo punto di vista, è rappresentato dal cosiddetto “Baratto Amministrativo” previsto dal Codice degli Appalti del 2016: si tratta di un modello di scambio (di baratto, appunto) tra cittadini e Comune in base al quale quest’ultimo si impegna a premiare i comportamenti virtuosi dei forlivesi. Attraverso il baratto amministrativo, quindi, i cittadini possono “scambiare” una riduzione di tasse e imposte comunali prendendosi concretamente cura della città, del verde pubblico e privato, così come del decoro urbano più in generale. Questa misura porta un duplice vantaggio: da una parte fa sì che i cittadini siano chiamati attivamente a prendersi cura di un bene comune, ricevendone in cambio un riconoscimento in termini di sgravio fiscale dall’Amministrazione; dall’altro fa sì che la manutenzione e la cura ordinaria del verde pubblico sia questione condivisa anche dai privati.
L’obiettivo a lungo termine è fare di Forlì una Città Giardino, o meglio e addirittura una “città nel giardino”.
In conclusione credo che, pensando a una città sempre più vivibile, sia importante coinvolgere attivamente i cittadini anche in quei processi di manutenzione e miglioramento più piccoli, ma significativi, come può essere, appunto, prendersi cura di aree verdi prospicienti la propria abitazione in cambio di un riconoscimento concreto da parte del Comune.

Veronica San Vicente (Alternativa per Forlì)

Il verde pubblico, ed in particolare gli alberi, sono un bene inestimabile per la città. Sia per il ruolo di pulizia dell’aria che per la loro capacità a mitigare il clima, in particolar modo in estate. Si stima che la presenza di alberi possa ridurre la temperatura di due gradi in una città. Di fronte al cambiamento climatico, la cura del verde pubblico e il suo ampliamento devono essere prioritari. La lista l’Alternativa intende rivedere il bilancio comunale integralmente ricomponendo la sua struttura da zero. In questa ricomposizione, il verde pubblico dovrà trovare le coperture necessarie.

Sarà anche possibile stabilire dei patti con i cittadini per la cura di piccole aree. Questo deve essere organizzato in accordo con i quartieri e le associazioni di cittadini. Il Comune deve concedere loro i mezzi per la cura del verde, e deve anche svolgere un ruolo di monitoraggio per evitare lo sviluppo di zone nuovamente abbandonate. In ogni caso, garante del decoro urbano deve restare l’amministrazione comunale, al contrario degli ultimi anni in cui si è preferito esternalizzare o demandare al volontariato funzioni importanti e sentite dai cittadini. I patti con i cittadini costituiscono anche una forma di integrazione e di socializzazione, per ricreare i legami sociali che si stanno perdendo in una città che è fortemente cambiata demograficamente.

Marco Ravaioli (Forlì SiCura)

Occorre avere una visione d’insieme del verde di Forlì e questa città si può definire indiscutibilmente una città verde. Oltre alla elevata superficie di verde pubblico, quello che interagisce nella realizzazione di un progetto manutentivo è l’insieme dei molteplici spazi e delle diversità che li compongono, quindi c’è una complessità di interventi non trascurabili in un piano di gestione e manutenzione. Parchi e giardini, alberature stradali e boschive, aiuole e rotonde stradali, siepi ed orti per anziani ed altro ancora. L’impegno di spesa per avere risultati soddisfacenti, in un’area verde così estesa,  è rilevante e deve avere una unica azienda responsabile e caratterizzata da comprovate capacità di realizzare interventi diversificati e capillari, Aziende che abbiano la conoscenza profonda della realtà forlivese nella complessità che questo comporta, in primo piano la costituzione di un servizio adeguato di pronto intervento “modello “Agile” per dare risposte immediate alle emergenze del verde.

Dando per scontato che rispetto all’attuale “Servizio per il verde pubblico comunale”, pur essendo seguito da un Ufficio con dipendenti professionalmente adeguati, in ogni caso, necessita una adeguata implementazione di personale nella prospettiva di effettuare costanti verifiche e controlli.  Intervenendo su tematiche specifiche, si potrebbero avere migliorare capitoli di manutenzione per specifici settori: alberature stradali, siepi, parchi di grandi dimensioni, giardini, rotonde stradali, fossi e scoli comunali, verde scolastico. Nell’ottica di una ristrutturazione degli uffici comunali è necessario accorpare la gestione del verde all’arredo urbano.  Il vantaggio di avere la possibilità di seguire sia il verde pubblico che privato nell’ottica di un disegno di gestione del verde integrato. 
E’ indiscutibile che il lavoro di esperti nella commissione consultiva del verde pubblico, costituita da tecnici volontari senza emolumenti, abbia fornito importanti indicazioni ma non sempre attuate. La Commissione del verde deve essere ulteriormente valorizzata con una maggiore presa in carico delle proposte più volte avanzate e disattese.

Gian Luca Zattini (Centro-destra)

Il verde pubblico è un punto al quale abbiamo dedicato molto spazio nel nostro programma elettorale, perché siamo convinti che sia un elemento strategico per il miglioramento ambientale e per il benessere dei cittadini. Non basta avere molto verde pubblico, perché se non è gestito adeguatamente, prevale la sensazione di degrado vedendo aree verdi prive di manutenzione. Vi è indubbiamente un problema complessivo di risorse dedicate, perché in altri paesi europei si spendnoo cifre più elevate per la manutenzione del verde urbano (in termini di spesa in euro al metro quadrato). Tuttavia si può fare molto di più, già con le risorse attuali, differenziando adeguatamente la manutenzione delle aree verdi a seconda di precisi parametri tecnici: intensità di fruizione da parte dei cittadini, vicinanza a luoghi strategici della città, prevalenza di obiettivi di tipo ecologico.

Non è possibile che oggi 6 maggio non sia ancora stata sfalciata l’erba dell’area prospiciente la Piazza Guido da Montefeltro, davanti ai Musei San Domenico. Proponiamo, perciò, che sia attuato il Piano del Verde che il Comune di Forlì tiene nel cassetto dal 2014, quando fu predisposto con un apposito incarico professionale. In quel piano, si prevede di modulare la manutenzione differenziandola in base alle esigenze e alle priorità definite sul piano tecnico e consultando i cittadini. Inoltre, va evitato quello che sta accadendo ora, in parte dovuto al passaggio di consegne tra la ditta che aveva in gestione il verde in precedenza e quella che ha vinto il nuovo appalto. C’è molto da fare, ma siamo preparati per realizzare una nuova stagione del verde urbano di Forlì, passando dalla doverosa ma superata logica delle quantità, in attuazione dei parametri urbanistici, a quella della qualità ambientale e di fruizione. In definitiva, siamo attrezzati per attuare la gestione del verde pubblico come strumento strategico per la qualità ambientale e come servizio ai cittadini.

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