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Elezioni, le interviste di ForliToday ai candidati. Balzani: "Ridiamo a Forlì la propria identità"

Anna Rita Balzani, 47 anni, è commercialista ed è stata eletta, dai consiglieri comunali di centrodestra, revisore dei conti del Comune di Forlì. Ha un passato anche da sportiva, avendo militato con l'Edera nell'atletica leggera, ottenendo più di una ventina di presenze in nazionale

Ultimo appuntamento con le interviste di ForliToday ai candidati a sindaco per il Comune di Forlì: manca poco più di una settimana alle elezioni del 25 maggio, quando i cittadini saranno chiamati a scegliere sindaco e consiglio comunale. Tutte le informazioni su candidati, liste e programmi nel nostro SPECIALE ELEZIONI. Anna Rita Balzani, 47 anni, è commercialista ed è stata eletta, dai consiglieri comunali di centrodestra, revisore dei conti del Comune di Forlì. Ha un passato anche da sportiva, avendo militato con l'Edera nell'atletica leggera, ottenendo più di una ventina di presenze in nazionale. E' sostenuta dalle liste di Centrodestra 'Noi Forlivesi', 'Fratelli d'Italia' e 'Forza Italia'

Come mai ha deciso di candidarsi a sindaco di Forlì?
Sono al di fuori di ogni dinamica di partito e questo è un segno importante di rinnovamento. C’era bisogno di una iniezione di novità per portare un cambiamento che a Forlì è quanto mai essenziale. Confesso di averci riflettuto attentamente e di essermi confrontata con amici e conoscenti prima di accettare la proposta, ma poi l’entusiasmo che ho trovato attorno a me ha cancellato ogni dubbio. Devo e voglio fare qualcosa per migliorare questa città, perché se lo merita e lo meritano anche i suoi 120 mila abitanti

Quale risultato si aspetta dalla prima tornata elettorale?
Si corre per vincere e il mio obiettivo primario è quello. In caso di ballottaggio mi aspetto di scontrarmi contro il Partito democratico

Qualora diventasse sindaco, quale sarebbe la prima azione da mettere in campo?
Sono tante le cose da fare in questa città: la prima è sicuramente mettere mano agli accordi e ai conti della macchina comunale, per capire con precisione dove intervenire: è facile fare dei proclami per spostare i consensi, dire che si può chiudere l’inceneritore, senza aver preso in mano gli accordi che ci legano con Hera. Questo vale per molti altri argomenti: verificare con dovizia dove si può intervenire e farlo con tempestività ed efficacia. Nel mio ruolo di revisore dei conti ho potuto valutare le spese del Comune, ma per deontologia non sono mai entrata nel merito delle scelte. Il mio ruolo era legato alla correttezza formale del bilancio. Il mio compito era quello di  rivestire il ruolo di garante. La prima azione da mettere in campo è di certo quella di ridare a Forlì una propria identità e ricollegarla, prima ai territori limitrofi, e poi al resto del paese e all’Europa. Questi ultimi 5 anni di amministrazione ci hanno portato ad un isolamento senza precedenti e famiglie ed imprese ne stanno pagando le conseguenze. Per far sopravvivere il sistema si utilizza la pressione fiscale, ma poi non si investe per rilanciare il territorio. Va benissimo parlare di welfare, è un settore importantissimo, ma se non facciamo progetti che coinvolgano le aziende, le imprese se non diamo respiro a loro, difficilmente potremo andare oltre al mero assistenzialismo cui abbiamo assistito sino ad oggi

Centro storico: come rivitalizzarlo? Come risolvere il problema dei parcheggi?
Il centro storico deve tornare ad essere una vetrina speciale per Forlì. E’ un pezzo di città che i forlivesi devono tornare a frequentare e, per fare questo, è necessario lavorare sulla sicurezza, con un sistema di videosorveglianza serio, con incentivi che permettano l’avvio di nuove attività, aumentando così anche la capacità attrattiva del salotto di Forlì. Un salotto per essere tale deve essere comodo e bello e quindi dobbiamo impegnarci anche sull’arredo urbano, magari coinvolgendo i giovani in progetti di riqualificazione. Portiamo gli eventi nel cuore della città e mettiamo in piedi un cartellone si estenda per tutto l’anno, così che i forlivesi possano avere sempre un motivo per venire in centro.  Per quanto riguarda i parcheggi, è necessaria una revisione completa della sosta, innanzitutto abbassandone i costi. Non è provocatoria l’idea di portare le tariffe a 90 centesimi per la prima ora e ad 80 per le successive. Rivediamo anche i parcheggi a sosta gratuita, che nel centro non esistono, potenziamo il sistema di collegamento con bus navetta, a dimensione ridotta, ai parcheggi di corona con tariffe agevolate da 10 centesimi al giorno. Valutiamo nuovi spazi in prossimità del centro per la realizzazione di aree di sosta. Insomma le idee ci sono e le possibilità di rilanciare il centro non mancano. Il centro può essere rilanciato prendendo molto semplicemente in mano il progetto presentato da Confcommercio e Confesercenti

Ci sono state frizioni tra Comune e Regione negli anni passati, come affrontare la questione?
Dobbiamo lavorare con sinergia con il resto dei territori di Romagna per avere un peso specifico anche a livello regionale. Fino ad ora l’assenza di un assessore in Regione di certo non ci ha avvantaggiato, questo è evidente, tuttavia il nostro territorio ha delle ricchezze che devono essere valorizzate e che devono quindi essere argomento di discussione anche nella programmazione in Regione. Non possiamo di certo permetterci di rimanere isolati. L’aeroporto è un tassello importante di tutta la rete di infrastrutture che bisogna rilanciare per il bene del territorio e per ricreare frange di occupazione. Abbiamo sempre avuto poco peso al tavolo regionale, perché in un evidente conflitto di interessi. Farsi la guerra interna al partito, cosa che pare sia stata dimenticata, non porta da nessuna parte. E’ più facile quando si è in maggioranza essere ignorati che quando si è all’opposizione. Quando si è in minoranza, infatti, le opposizioni riescono a far valere le proprie ragioni perché non devono favori a nessuno, hanno un ruolo ben definito. E’ proprio l’ambiguità del Pd territoriale ad averci portato in questa situazione di isolamento e i risultati, come detto, sono evidenti.

A livello infrastrutturale questa amministrazione 'porta a casa' una parte importante della Tangenziale, quali sono i prossimi interventi da mettere in campo?
Non è l’amministrazione uscente a portare a casa il risultato. Il progetto di tangenziale è vecchio ormai di 20 anni ed è da allora che si discute dei tempi e dei modi di realizzazione. E’ stata realizzata ora perché sono stati sbloccati i fondi necessari a farlo, altrimenti saremmo ancora qui a guardare i cantieri mai avviati. La necessità primaria è quella di metterci in rete con la Romagna e con l’Europa e in tal senso è fondamentale il nodo lungo la nostra dorsale adriatica, con i raccordi dell’E-55 ed E-45, il porto di Ravenna, gli aeroporti di Forlì e Rimini, attraverso una piattaforma logistica di viabilità e infrastrutture che permetta connessioni veloci e nel rispetto dell’ambiente

Unione dei Comuni: come dare valore a questo traguardo? Servirà davvero a razionalizzare i servizi? In che modo? Ci sono dati che lo dimostrano?
Un valore ce l’ha di principio perché come si dice, e non a caso, è l’unione che fa la forza. Il valore è già qui ma per raggiungere degli obiettivi certi è essenziale avere un unico fine, uno scopo ben preciso e dotarsi di strumenti congrui e unici per tutti. Tanto per fare un esempio concreto, un regolamento unico per tutti agevolerà prima di tutto l’insediamento e l’operatività delle imprese, cosa fino ad oggi piuttosto problematica. Puntare tutti e alla stessa maniera, verso una semplificazione. Anche in Regione, essere una massa critica importante che riunisce ben 15 Comuni avrà un peso specifico non indifferente. Questo carica di maggior responsabilità il sindaco di Forlì, perché si troverà a dover essere spesso portavoce, non solo del proprio Comune, ma di tutto il territorio, nelle sue diversità ed identità: è una sfida non indifferente ma apre le porte ad una possibile competitività importantissima

Rifiuti: è stata avviata dall'amministrazione Balzani la società post incenerimento? Quali sono i primi passi da fare?
Post Incenerimento? A me pare che ancora la differenziata non abbia raggiunto tutta Forlì e che si continui indiscriminatamente a bruciare i rifiuti: certo in quantità inferiori rispetto a prima, ma diciamo che l’amministrazione uscente non si porta a casa nemmeno questo risultato a mio parere. I passi da fare sono prima di tutto vigilare sull’operato di Hera e sull’inceneritore, magari coinvolgendo realtà terze nella valutazione delle emissioni, così come spingere sull’acceleratore e portare a regime la raccolta porta a porta: solo così avremo dati sulla effettiva efficacia del servizio per capire se è adatto al nostro territorio. Mettendo il caso che la strada sia giusta, dovremo arrivare nel giro di brevissimo ad una tariffa puntuale ed avviare un circuito virtuoso del riciclo, creando così nuovi posti di lavoro. Ultima, ma non meno importante, la questione inceneritore: spingendo su una buona differenziata riusciremo a ridurne ulteriormente l’utilizzo, rendendo insostenibili i costi di gestione dell’impianto e portandolo ad un “naturale” spegnimento perché inutile

Disoccupazione e povertà: quali nuove azioni può mettere in campo il Comune per favorire l'inserimento lavorativo e aiutare le famiglie in difficoltà economica?
L’abbiamo ribadito più e più volte: la ripresa economica sta prima di tutto nella sburocratizzazione del sistema. Incentivando e rendendo la vita più semplice alle imprese riusciremo a liberare le aziende e quindi a promuovere nuova occupazione. Questo, di per sé, è già dare una risposta al territorio, limitando il numero di disoccupati. In secondo luogo le famiglie devono essere messe in condizioni di poter rialzare la testa. L’amministrazione uscente ha tanto sbandierato un alto livello di assistenza, che in realtà poi si riduce ad un assegno di cura da 4.5 euro al giorno, un’azione che non aiuta nessuno e che non incentiva nemmeno all’assistenza domiciliare. Dobbiamo rivedere tutto il sistema ISEE per sostenere le famiglie in difficoltà in maniera corretta: verifichiamo le agevolazioni che vengono erogate dal Comune. Forse è semplicistica come immagine ma rende bene l’idea: una famiglia che riceve le sovvenzioni del Comune per il pagamento delle bollette o con incentivi sull’affitto non possiamo vederle giare su auto di lusso. Quello che manca è la dignità delle persone e un vero ascolto: sono gli uffici a sobbarcarsi la maggior parte del lavoro, quando l’assessorato predisposto è l’organo principe per ascoltar e farsi portavoce delle necessità dei cittadini. Ci sono nuove povertà oggi e non vanno sottovalutate. Vogliamo inoltre puntare maggiormente sui contratti d’affitto a canone agevolato che a loro volta produrranno benefici sui locatori e locatari: i primi potranno godere di un’Imu agevolata, i secondi di affitti calmierati. Ci sono tanti edifici abbandonati, taluni dei quali sono di proprietà del Comune. Intendiamo mapparli, recuperarli e trasformarli in progetti di housing sociale. Questo e tanto altro vogliamo fare ma solo con il contributo diretto dei cittadini

Sicurezza: di fronte ad un aumento del crimine i cittadini chiedono anche al Comune di impegnarsi attivamente. Cosa propone che sia "fattibile" dal Comune?
La cosa da fare immediatamente è la ridislocazione delle videocamere attualmente attive, reinstallandole secondo principi chiari, cioè quelli della pericolosità delle zone, quella che tecnicamente si definisce la geografia del degrado urbano. Si può implementare il numero di videocamere accedendo a fondi già disponibili dell’Unione Europea. Implementiamo il presidio dei territori urbani ricorrendo ai Vigli di Quartiere ed Assistenti Civici. Lanciamo un progetto di unificazione dei numeri di soccorso con una unica centrale operativa per le chiamate di emergenza: con una sola chiamata si potranno allertare forze dell’ordine, Vigili del Fuoco e assistenza sanitaria. Questi sono i primi tre passi, il resto è da studiare insieme alla Prefettura, con frequenti incontri con il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza.

E poi il lavoro: si stanno presentando numerose crisi industriali che rischiano di cambiare il volto produttivo di Forlì. Qual è la sua ricetta a riguardo?
Il lavoro per noi è al primo posto, perché oltre ad essere un importante strumento di sussistenza offre dignità a tutte le persone. Lo sottolinea la nostra stessa Costituzione ed è un principio su cui non possiamo venire meno. Abbiamo pensato una serie di agevolazioni, dagli sgravi fiscali per le attività, ipotizzando un’importante rimodulazione della TASI e dell’IMU sui capannoni e sulle strutture lavorative, fino all’occupazione di suolo pubblico progettando una riduzione del 30% sull’imposta e arrivando al 100% per quelle che operano in centro storico. Ci impegniamo ad avviare una no tax area, per 2 anni, per tutte quelle imprese che intendono avviare nuove attività sul territorio di Forlì e che si impegnano ad assumere. Cose chiare e concrete: questa è la mia politica

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