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Elezioni, le interviste di ForliToday. Pirini: "Vincerò, se Forlì vuole un sindaco coraggioso"

Raffaella Pirini, corre, per la seconda volta, con la lista civica DestinAzione Forlì. 43 anni, veterinario, era candidata a sindaco anche nel 2009, quando è stata eletta consigliere comunale

Un altro appuntamento con gli 11 candidati a sindaco tra i quali i cittadini forlivesi sono chiamati a scegliere alle elezioni amministrative del 25 maggio prossimo. Nel nostro speciale elezioni potete trovare tutte le informazioni sui candidati a sindaco di Forlì, sulle liste e sui programmi.   Raffaella Pirini,  corre, per la seconda volta, con la lista civica DestinAzione Forlì. 43 anni, veterinario, era candidata a sindaco anche nel 2009, quando è stata eletta consigliere comunale.


Come mai ha deciso di candidarsi a sindaco di Forlì?
Per coerenza, per continuare un percorso intenso e molto importante che va avanti dal 2009 e addirittura, a volere essere sinceri, che ho intrapreso nel 2002, durante le prime azioni come presidente dell'Associazione Clandestino. Interesse  per il bene comune:  mi sono candidata a sindaco perché voglio fare in modo che si attui quanto programmato  dalla lista civica. Io potrei essere un sindaco dotato di coraggio, esperienza, coerenza ed indipendenza per attuare finalmente  tutte le azioni per il bene dell'ambiente e dei cittadini, che gli altri non possono mettere in atto in quanto hanno un padrone. Voglio anche dire che la politica per me non è una moda del momento, né è funzionale a un determinato periodo, visto che appartengo a una lista civica che è radicata nel territorio a differenza di tante "liste civiche civetta", create ad hoc per intercettare i voti di quei cittadini indecisi

Quale risultato si aspetta dalla prima tornata elettorale?
Se Forlì vuole cambiare e vuole un sindaco coraggioso, mi aspetto di vincere

Qualora diventasse sindaco, quale sarebbe la prima azione da mettere in campo?
Cercherei in tutti i modi di creare lavoro e fare di Forlì un centro di attrazione.  Creazione di una camera di compensazione debiti e crediti con moneta complementare, in cui il Comune fa da garanzia per liberare un 20% di liquidità dando ossigeno ai tanti imprenditori in crisi. Devo procedere con  l'affidamento in house dei rifiuti staccando il Comune da Hera. Lavorerei fin da subito con i legali per la chiusura degli inceneritori.  Non so quanto lo possano sapere anche gli altri candidati sindaci, che dal nulla hanno esordito con i "fuochi d'artificio" promettendo la chiusura di uno degli  inceneritori forlivesi. Io so per certo che sarà una partita difficilissima e che si gioca sul filo di norme per nulla favorevoli. Non sarà una passeggiata ma è l'unico modo, stanti le attuali norme nazionali e regionali, per valorizzare l'impegno che i forlivesi hanno profuso nel porta a porta. Voglio anche impostare una politica di consenso per la creazione di un impianto di riciclo e poi fare azioni concrete in quella direzione. Dico che l'attuale impianto di riciclo di Vedelago ha creato in pochi anni circa 8mila posti di lavoro. Sono grandi numeri vero? Ma non solo, rilancio dell'aeroporto in modo innovativo, ponendo in campo strategie mai previste prima, come già fatto per altri aeroporti con scarso traffico aeroportuale, vedasi l'aeroporto più antico della Germania (Berlino-Tempelhof ) che addirittura per una parte è diventato giardino botanico

Centro storico: come rivitalizzarlo? Come risolvere il problema dei parcheggi?
Si può rivitalizzarlo rendendolo un punto di attrazione, sfruttando la musica che è poco utilizzata, e incrementando le animazioni e gli eventi culturali. Migliorando il trasporto pubblico, che è, a parer mio, completamente da rivedere, e attivando finalmente il sistema dei parcheggi scambiatori. Ricordiamo che le città con i centri più frequentati e più vitali, ad esempio Ravenna, ma anche Firenze, hanno un centro pedonale e quindi chiuso al traffico, davvero più grande di Forlì. Farei anche un vero piano economico per il centro, andando a sentire personalmente esigenze di imprenditori e commercianti e proprietari di immobili, spingendo perché si attui in modo concordato e condiviso, una calibrazione dei costi degli affitti. Sono convinta che tutti debbano uscire vincitori da questa delicatissima partita, che  possiamo chiamare "Progetto nuovo avvio del centro storico".

Ci sono state frizioni tra Comune e Regione negli anni passati, come affrontare la questione?
Sono dell'avviso che il Comune deve riprendersi il proprio ruolo centrale. Le frizioni vanno sanate con il dialogo, senza scadere nel servilismo. Posso dire che in questo momento Forlì mi sembra molto assoggettata a Bologna e sono convinta che sia bene che si riprenda il suo posto e le sue competenze

A livello infrastrutturale questa amministrazione 'porta a casa' una parte importante della Tangenziale, quali sono i prossimi interventi da mettere in campo?
Intanto si porta a casa la tangenziale, ma la tangenziale non è solo una realizzazione ed un successo  del Comune, ci sono stati altri attori.  Tra le infrastrutture prioritarie porrei i parcheggi scambiatori e le piste ciclabili, che consentirebbero di rendere Forlì una città veramente ecosostenibile dal punto di vista della mobilità e farei interventi a favore dei disabili, abbattendo, là dove ancora è necessario, le barriere architettoniche, per rendere la città più vivibile ed umana.  La città, in molti, troppi punti, è impercorribile per chi è disabile in sedia a rotelle. Le altre grandi opere andranno valutate in base ai criteri dell'effettiva necessità e del minor impatto sull'ambiente, voglio dire con il minor consumo di territorio

Unione dei Comuni: come dare valore a questo traguardo? Servirà davvero a razionalizzare i servizi? In che modo? Ci sono dati che lo dimostrano?
L'Unione dei Comuni è partita con il piede sbagliato, con problemi relativi alla effettiva efficienza  e sostenibilità economica del progetto e della tutela dei lavoratori coinvolti. Quindi penso che il progetto vada riesaminato per renderlo veramente efficace e fare in modo che non sia lesivo per nessuno degli attori interessati, lavoratori ed utenti dei servizi

Rifiuti: è stata avviata dall'amministrazione Balzani la società post incenerimento? Quali sono i primi passi da fare?
Qualcosa è stato fatto, ma visto che stiamo in una Regione che  potrebbe autorizzare l'ingresso dei rifiuti nel nostro Comune, anche da altre Province, siamo ancora lontani dalla società post incenerimento. Ovviamente vale quanto detto precedentemente nelle prime azioni che farei come sindaco. Volendo essere precisi, finora si è parlato di gestione di rifiuti urbani, dove il Comune ha ancora qualche peso decisionale, ma dimentichiamo la gestione dei rifiuti ospedalieri bruciati nell'inceneritore di Mengozzi, che esulano ulteriormente dalle competenze Comunali. E pensare che anche per i rifiuti ospedalieri si potrebbe usare non l'incenerimento ma la sterilizzazione. La gestione dei rifiuti deve passare dal porta a porta all'ulteriore differenziazione e trattamento in un centro di riciclo, tipo quello di Vedelago. A questo  si aggiunge la sterilizzazione degli ospedalieri e questo porta alla creazione di molti posti di lavoro e alla possibilità di riconversione o  creazione di nuove aziende che lavorano il materiale plastico prodotto dall'impianto di riciclo e dalla sterilizzazione

Disoccupazione e povertà: quali nuove azioni può mettere in campo il Comune per favorire l'inserimento lavorativo e aiutare le famiglie in difficoltà economica?
Sicuramente il sistema di economia etica e di resistenza rappresentato dalle Camere di compensazione dei crediti e debiti e la moneta complementare, cui ho accennato, sarebbero un ottimo strumento per sopperire a tali problematiche. In realtà il programma ambientalista di Destinazione è anche un programma economico, perché con la gestione dei rifiuti e i piani di tutela dell'ambiente e di riduzione dello spreco energetico si potrebbero creare nuove realtà lavorative.  Porterei avanti anche il welfare attivo, un progetto già presentato in consiglio comunale, che consiste in una sorta di scambio e baratto fra il Comune e le persone meno abbienti, mediante prestazioni di lavoro in cambio di servizi alla persona. In questo modo si potrebbero applicare sconti sulle tasse o rendere meno pesanti i costi che le famiglie devono affrontare. Voglio fare rispettare l'esito del risultato referendario sull'acqua pubblica, aiutando di conseguenza, come indicato dal Comitato acqua pubblica, le famiglie meno abbienti, che trarrebbero un chiaro vantaggio dalla gestione senza speculazione dell'acqua che è un bene pubblico. Ovviamente le famiglie meno abbienti trarrebbero giovamento  da tariffe dell'acqua più basse, quali quelle che provengono dalla gestione dell'acqua in regime pubblico  

Sicurezza: di fronte ad un aumento del crimine i cittadini chiedono anche al Comune di impegnarsi attivamente. Cosa propone che sia "fattibile" dal Comune?
Premesso che la sicurezza, costituisce per tutti noi una componente che caratterizza la qualità della vita esistente in un dato ambito territoriale e che ciò va riconosciuto quale diritto primario, in tale ottica, il concetto di sicurezza non può identificarsi nella sola prevenzione dei fenomeni criminosi, ma deve estendersi alla interezza delle problematiche in grado di turbare la serenità della collettività; la complessità delle questioni che riguardano la sicurezza di un territorio necessita di una strategia avanzata ovvero dell’azione congiunta, non solo di più livelli di governo, nell’ambito delle rispettive responsabilità e competenze, ma anche di tutti i soggetti, pubblici e privati, da coinvolgere in vista della concreta realizzazione di un sistema di sicurezza integrato e partecipato. Risulta possibile, giuridicamente ed economicamente, affiancare ai necessari interventi per la tutela ed il ripristino dell’ordine e della sicurezza pubblica, le iniziative ritenute atte a favorire la migliore vivibilità del territorio, coniugando prevenzione, controllo e repressione. Occorre perseguire concretamente ed urgentemente la massima integrazione possibile tra l’operato delle forze dell’ordine (carabinieri, guardia di finanza, polizia di Stato, corpo forestale dello Stato) e quello degli altri soggetti, tra cui la polizia locale (municipale e provinciale), guardia zoofila ambientale, guardie ittiche, guardie venatorie e di quanti soggetti già si occupino di vigilanza del territorio, benché in diversi ambiti, con compiti di polizia amministrativa e/o giudiziaria ed incrementare in tale ottica la prossimità degli operatori coinvolti ai fini di una efficace azione

E poi il lavoro: si stanno presentando numerose crisi industriali che rischiano di cambiare il volto produttivo di Forlì. Qual è la sua ricetta a riguardo?
Il sindaco deve essere vicino a lavoratori ed aziende ma non ha potere nella chiusura dei grandi gruppi industriali. Quello che deve fare è andare a trattare personalmente e spendersi per trovare soluzioni di concerto con gli imprenditori. C'è da dire che vanno incrementate le attività, mediante la camera di compensazione debiti/crediti e la moneta complementare per alimentare le piccole e medie imprese. Ove non sia possibile evitare il cambiamento del volto produttivo di Forlì, l'Amministrazione potrà suggerire alle imprese le riconversioni e l'adattamento a nuovi sbocchi produttivi. Va tutelato il comparto manifatturiero sul quale le Amministrazioni precedenti non hanno minimamente vigilato (mobile imbottito e tessile)

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