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Sabato, 25 Maggio 2024
Verso le elezioni

Elezioni, Lasaponara e Rossi (Centrodestra per Forlì): “Rinaldini vuole spegnere l'inceneritore entro il 2027? Non è credibile“

Lo affermano Francesco Lasaponara e Barbara Rossi, attuali consiglieri comunali di Centrodestra per Forlì, candidati come indipendenti nella lista della Lega alle elezioni dell'8 e 9 giugno

“Non è credibile la coalizione del centrosinistra che sostiene Rinaldini quando promette di spegnere l'inceneritore entro il 2027. Prova ne è che lo stesso candidato sindaco s'è guardato bene dal richiamare Bonaccini ai suoi doveri, pochi giorni fa in un incontro pubblico elettorale. Bonaccini e il centrosinistra hanno già dimostrato in tutti questi anni che lo spegnimento dell’inceneritore non è una loro priorità. Semmai, il contrario. Visto che proprio Bonaccini nell'anno del Covid ha firmato un'ordinanza per portare da 120mila tonnellate annue a 135 mila la portata dell’impianto Hera di Coriano. Dunque le loro promesse sono soltanto “balle elettorali”, promesse da marinaio”. Lo affermano Francesco Lasaponara e Barbara Rossi, attuali consiglieri comunali di Centrodestra per Forlì, candidati come indipendenti nella lista della Lega alle elezioni dell'8 e 9 giugno.

“I forlivesi producono meno rifiuti grazie alla raccolta differenziata gestita in house  da Alea, ma l’inceneritore privato Hera continua a bruciare e soprattutto, continua a rifornirsi dell’immondizia di tutta la Romagna e a volte anche del comprensorio imolese - affermano Lasaponara e Rossi -. Con un carico di fumi dispersi nell’aria che farà aumentare il tasso degli agenti inquinanti in città. Una situazione, che avevamo più volte chiesto di arginare, diventata ormai insostenibile”.

“C’è un accordo che riguarda la portata dell’impianto Hera a Coriano  a 120mila tonnellate annue e che vede come garante la Regione che aveva assicurato al Comune di Forlì  che sarebbero stati premiati gli sforzi dei forlivesi  con una conseguente riduzione effettiva, autentica, di rifiuti da far bruciare, fino allo spegnimento dell’inceneritore - aggiungono -. Più volte abbiamo chiesto a Bonaccini di essere coerente con gli impegni presi con i precedenti amministratori di rinegoziare e ridurre i conferimenti all’impianto di incenerimento Hera di Forlì tornando alle potenzialità di più di 10 anni, con  60.000 tonnellate annue di rifiuti da bruciare. Ma non c'è stato nulla da fare. La giunta regionale di centrosinistra non vuole. E il centrosoinistra di Forlì tace. Non si oppone alle scelte del Pd di Bologna che penalizzano la Romagna”.

Vorremmo anche ricordare che l’accordo, tuttora in vigore,  che permetteva di  aumentare l'incenerimento a Forlì di rifiuti (120mila tonnellate annue, appunto) è stato firmato nel 2016 dallo stesso Bonaccini e dall’allora sindaco del Pd Drei - proseguono -. C'era convergenza tra loro. Ma noi facciamo presente che oggi con l’introduzione del sistema  “porta a porta”, lo scenario  è completamente cambiato e a fronte  dell’82% di raccolta differenziata raggiunta nei Comuni del forlivese dovremmo essere in grado non soltanto di ridurre la portata del Termovalorizzatore Hera di Forlì, ma di spegnerlo del tutto”.

“Non è un obiettivo impossibile, basta volerlo. E soprattutto lo si deve ai forlivesi a cui era stato assicurato, alla nascita di Alea, che  con l’introduzione del sistema  “porta a porta” e a fronte  di altissime percentuali di raccolta differenziata nel territorio di competenza i consumatori avrebbero ottenuto bollette più leggere e, soprattutto, si sarebbe spento l'inceneritore. Con buona pace degli altri sindaci romagnoli, in gran parte del Pd che continuano a spedire la loro immondizia nella nostra città”, concludono Lasaponara e Rossi.

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