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Elezioni, Candido (Sinistra per Forlì) contro il Pd: "E' in atto l'InvolUzione"

Nicola Candido, candidato sindaco per la lista "Sinistra per Forlì", gioca sul nome "RivolUnione", slogan scelto dal candidato democratico Davide Drei, per evidenziare le "divisioni interne" all'interno del Pd e la "corsa alle poltrone"

Nicola Candido, candidato sindaco per la lista "Sinistra per Forlì", gioca sul nome "RivolUnione", slogan scelto dal candidato democratico Davide Drei, per evidenziare le "divisioni interne" all'interno del Pd e la "corsa alle poltrone". "Il commento di Tiziano Alessandrini della Direzione del Pd non lascia spazio ad equivoci - esordisce Candido -. la guerra intestina è cominciata e la democrazia esiste solo nel nome del partito, non certo nella pratica quotidiana".

"Contraddittorie e inconsistenti, invece, sono le altre liste che appoggiano Drei, un vero e proprio rifugio per “dinosauri” e riciclati in cerca di un posto al sole, che, ormai, hanno smarrito ogni credibilità e che ora si rendono anche complici del taglio indiscriminato degli alberi e del mantenimento di quella colata di cemento che è il parcheggio San Domenico - prosegue l'esponente di "Sinistra per Forlì" -. Di convergenze programmatiche, infatti, non c’è nemmeno l’ombra, la politica dell’armata Brancaleone che si sta formando intorno a Drei parla solo di posti in lista e di alleanze, come se i cittadini colpiti dalla crisi economica e dalla povertà di ritorno potessero sfamarsi con le loro “belle parole”".

"Noi, invece, crediamo che occorra adottare delle misure concrete per ridistribuire, con gli strumenti del Comune, la ricchezza nella nostra città - aggiunge Candido -. Sarebbe immediatamente possibile l’applicazione delle addizionali Irpef in base al reddito, esentando completamente i cittadini meno abbienti e diminuendo l’imposizione per i redditi medi. Oppure, optare per un’applicazione della Tasi in grado di esentare le abitazioni più modeste e di colpire quelle di lusso o, infine, prevedere il pagamento di tutte le tariffe gestite dal Comune in base al reddito ed il contestuale aumento dei controlli per scoraggiare “i furbi” e gli evasori. Gli strumenti tecnici esistono già, tuttavia manca una chiara volontà politica e il coraggio di ridistribuire la ricchezza, di svincolarsi, quindi, dai potentati economici che tutelano gli interessi di pochi a scapito di tutti".

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