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Giovedì, 11 Agosto 2022
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Elezioni, parla Biserna. "Amato e motivato: ecco come dovrà essere il futuro sindaco"

"In questa fase convulsa in cui i candidati a Sindaco a Forlì entrano in campo io li inviterei a leggere o a rileggere con attenzione la Regola di San Benedetto ed in essa soffermarsi sulla figura dell' Abate"

"In questa fase convulsa in cui i candidati a Sindaco a Forlì entrano in campo io li inviterei a leggere o a rileggere con attenzione la Regola di San Benedetto ed in essa soffermarsi sulla figura dell' Abate. Ecco, io direi che il loro vero programma dovrebbe essere quello di impegnarsi ad avvicinarsi il più possibile a ciò cui è chiamato ad essere e a fare l' Abate. Non dico che debbano identificarsi nell'Abate, ma a cogliere in esso scelte, percorsi e comportamenti e, fin dove riescono, ad imitarlo".

Lo ha detto l'attuale vicesindaco di Forlì, Giancarlo Biserna, in merito alle prossime elezioni amministrative che porteranno a Forlì un nuovo primo cittadino. Biserna fa un quadro generale di come dovrebbe essere il futuro sindaco.

"Non c' entra la religione, non c' entra la così detta laicità, perchè la Regola di San  Benedetto va ben oltre. E' un metodo per fare funzionare non solo il Monastero, ma i Comuni, la Nazione, le Imprese, la Società, la Famiglia e quindi anche il  Comune di Forlì. Del resto non è stata forse anche la Regola che alla caduta dell'Impero Romano ha salvato con i suoi Monasteri - Stato la nostra Italia dalle barbarie?"

"L' Abate - dice il vicesindaco - deve essere più amato che temuto, deve tenere in grande considerazione i giovani, gli ultimi, in nome di una  vera solidarietà e di rispetto di ogni istanza e, soprattutto, di ogni uomo. Ovvio che non deve privilegiare nessuno, ma essere motivato fortemente lui per primo e dare l'esempio,  unica strada questa per motivare gli altri. L' Abate ha un obiettivo, la salvezza dell'uomo che vive nella sua Comunità e  che,  rapportata  laicamente alla  città,  diventa il benessere e la giustizia, anche nei sacrifici, di tutti, valori questi che  deve mettere in testa ad ogni sua azione. E poi l' equilibrio. Dice la Regola, "è buona norma non bere vino, ma se proprio un monaco non può farne a meno, ne beva con moderazione". Dice ancora la Regola, che chi sbaglia, dopo un attento esame del suo comportamento, costui, se non rientra nei ranghi  va punito severamente anche con frustate".

"Questi piccoli e semplici concetti che ho espresso si rapportano benissimo ai nostri tempi forlivesi, comunità di 120.000 abitanti che ha bisogno di una vera e riconosciuta guida, che però per essere tale ha bisogno di "loro", di farsi riconoscere da loro. Come deve farsi riconoscere dai cittadini forlivesi? Ecco, qui li vorrei i candidati, ma non con delle risposte  da programma politico preconfezionato e dal cosiddetto "votatemi". Sono ottimista, qualcuno ci darà queste risposte".

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