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Elezioni politiche, Italia Futura presenta la sua lista. Raccolta firme

Prosegue l'attività organizzativa di "Italia Futura" nella città e nella provincia di Forlì in vista delle prossime elezioni politiche

Prosegue l’attività organizzativa di “Italia Futura” nella città e nella provincia di Forlì in vista delle prossime elezioni politiche. “Il primo obiettivo che ci siamo dati - dichiara Roberto Orlandi Coordinatore del comprensorio forlivese - è quello di raccogliere le firme necessarie alla presentazione autonoma della Lista. Per farlo c’è ancora qualche giorno di tempo, ma per essere sicuri di raggiungere la quota delle 2.500 firme richieste, insieme al responsabile del comprensorio cesenate Cesare Colinelli, abbiamo iniziato a raccogliere le pre-firme di tutti coloro che sono disponibili a sottoscrivere la presentazione della Lista che si ispira alla “Agenda Monti””.

Le pre-firme andranno poi confermate nel momento dell’autenticazione. I cittadini disponibili a sottoscrivere la Lista di “Italia futura” possono segnalare la loro disponibilità al seguente indirizzo e-mail: forli@emiliaromagna.italiafutura.it, allo stesso indirizzo chi volesse collaborare con il movimento “Italia futura” può fare presente la propria disponibilità, e sarà contattato.

Il debito pubblico italiano ha superato i 2.000 miliardi di euro; ciò significa che l’aumento di un solo punto percentuale (100 punti base, nel linguaggio dei commentatori economici) porta un onere teorico di 20 miliardi aggiuntivi di soli interessi. Per dare un’idea di cosa ciò significhi, si consideri che tutta l’IMU (dolorosamente) pagata in Italia il 17 dicembre scorso “vale” 23,4 miliardi di euro. Di questi 3,4 miliardi riguardano l’IMU “prima casa”. - continua Orlandi - I cittadini devono perciò sapere che basterebbe diminuire dello 0,20% gli interessi sullo stock del debito pubblico per eliminare tutta l’IMU prima casa e basterebbe una diminuzione dell’1,20% degli interessi pagati per eliminare tutta l’IMU, su qualunque immobile, anche quelli commerciali. L’evidenza di questi dati rende semplicemente ridicole le parole di chi afferma che lo spread sui tassi di interesse “non ha alcuna importanza ed è un imbroglio”: in realtà esattamente da questo dipende la diminuzione o l’aumento delle tasse, la crescita e l’occupazione in Italia”.

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