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Venerdì, 19 Agosto 2022
Politica

Elezioni, Meo e Bondi (Emilia Romagna Civica) a Bonaccini: "Evitare rifiuti da fuori regione"

Gabriella Meo e Giancarlo Biondi, candidati in Emilia Romagna Civica, la lista alleata col Centrosinistra, hanno rivolto un appello a Stefano Bonaccini

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

“Caro Bonaccini, come ben sai l’articolo 35 del cosiddetto decreto Sblocca Italia comporta gravissime conseguenze per le città dell’Emilia-Romagna i cui inceneritori saranno destinati a bruciare rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia. Questa decisione, inaccettabile, era in aria da tempo e l'emendamento, probabilmente scritto sotto dettatura delle multiutility come Hera, distrugge in un sol colpo le politiche virtuose delle città che fanno raccolta differenziata e cercano di ridurre progressivamente la quantità di rifiuti bruciati negli impianti, per chiuderli una volta che le quantità recuperate siano diventate molto alte, come richiede la legge. Le cosiddette società post-incenerimento ipotizzate in molte città della regione sono morte e sepolte.

In un colpo solo si sono affossate politiche virtuose ma, quel che è più grave si è minato lo spirito civico dei cittadini che non avranno più alcun interesse a ridurre i loro rifiuti e a selezionarli correttamente per favorire il riciclo e il recupero: perché farlo, visto che nelle loro città arrivano migliaia di tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti da ogni dove? Si tratta di una decisione profondamente sbagliata, i rifiuti non devono girare per strada, aumentando fra l’altro il traffico e l’inquinamento, ma essere correttamente smaltiti prioritariamente attraverso il recupero, nei luoghi ove sono prodotti, responsabilizzando le comunità locali, impegnandole nella messa in atto di buone pratiche, ricostruendo spirito civico e amore per la propria terra.

Con noi anche molti sindaci si sono giustamente allarmati: quella norma, oltre ad essere una vera minaccia per la salute delle popolazioni abitanti nei pressi degli inceneritori, costituisce il manifesto fallimento di ogni politica di gestione dei rifiuti all’interno di ambiti territoriali definiti e produrrà solo conflitti crescenti, mettendo comunità contro altre comunità, accusate di non fare nulla per i propri rifiuti. Particolarmente grave appare anche la norma che prevede che le Regioni ricevano una mancia di 20 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciati dalle città, mostrando così che la salute dei cittadini è messa in vendita con i soldi che non finiscono nelle tasche delle loro amministrazioni, ma in quelle delle Regioni. Siamo certi, caro Stefano, che tu conosci benissimo le mille motivazioni che spiegano come sia del tutto inaccettabile quanto previsto dall’art. 35 dello Sblocca Italia. Proprio per questo ti invitiamo ad assumerti la responsabilità di trovare una soluzione a quanto, pur sull'onda di un’emergenza che dura ormai da vent'anni, ha voluto fare il Governo, per impedire che il nostro territorio, e soprattutto le politiche virtuose che in esso si cominciano a fare, subiscano un danno irreversibile.”

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