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La "regione rossa" è diventata una sottile linea rossa. L'esperto: "Frattura territoriale da ricucire"

La vittoria di Stefano Bonaccini, ha spiegato l'esperto, “non deve far dimenticare che la regione in cui viviamo resta contendibile”. Sono infatti i numeri a indicare che resta consolidato il trend delle ultime elezioni

La “regione rossa” è diventata una “sottile linea rossa”, quella della via Emilia. Ma più ci si allontana dall'asse fondamentale della nostra regione, sia verso la montagna, che verso le aree della pianura e della costa, più l'elettorato si discosta dalla tradizione di sinistra dell'Emilia-Romagna. E' quanto emerso nell'analisi offerta da  Gianluigi Bovini, collaboratore Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), già capoarea Programazione e Statistica del Comune di Bologna. 

Nell'incontro pubblico intitolato appunto “La sottile linea rossa”, organizzato martedì pomeriggio in Comune dal gruppo consiliare “Forlì & Co” - espressione della lista civica di Giorgio Calderoni, candidato sindaco del centro-sinistra alle ultime elezioni comunali - è stato analizzato in profondità il risultato elettorale del 26 gennaio in Emilia-Romagna e a Forlì, grazie all'analisi statistica di Bovini. La vittoria di Stefano Bonaccini, ha spiegato l'esperto, “non deve far dimenticare che la regione in cui viviamo resta contendibile”. Sono infatti i numeri a indicare che resta consolidato il trend delle ultime elezioni politiche del 2018 e poi delle Europee del 2019 che vede ridursi lo scarto tra destra e sinistra.

In base a quale dinamica questo avviene? “Tracciando una mappa delle fragilità demografiche e una delle fragilità sociali emerge che nelle aree più fragili prevale il centro-destra, mentre il centro-sinistra vince nelle aree urbane e nelle zone più forti economicamente, quelle appunto dislocate lungo l'asse della via Emilia. Esiste una frattura territoriale mai vista prima, soprattutto tra asse della via Emilia e montagna, ma anche tra via Emilia e le aree di pianura più esterne”, spiega Bovini. In sostanza le aree più disagiate, con meno servizi pubblici, dove con più preoccupazione affiorano le problematiche sociali, dall'immigrazione alle difficoltà economiche fino all'invecchiamento della popolazione, esprimono maggiormente un voto di centro-destra. La priorità, conclude il suo ragionamento Bovini, deve andare ad "una ricucitura del territorio”. 

Hanno partecipato come relatori anche Marco Bilancioni, caporedattore della redazione forlivese del Resto del Carlino e Fabio Campanella, direttore di ForlìToday. Il dibattito, coordinato dal consigliere comunale Giorgio Calderoni, ha visto numerosi interventi e focus proposti dal pubblico, tutti tesi alla necessità di studiare il risultato elettorale.

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