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Elezioni regionali, "Emilia Romagna Metalmeccanica": le richieste della Fiom alla politica

La Fiom Cgil, attraverso "Emilia Romagna metalmeccanica", viene spiegato, "tenta di approcciare la discussione politica con oggettività, autonomia e indipendenza"

Negli scorsi giorni le delegate e i delegati della Fiom Cgil di Forlì hanno distribuito in tutte le aziende "Emilia Romagna metalmeccanica", un manifesto che contiene il contributo della Fiom Emilia Romagna alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio. "La storia della Fiom è infatti quella di un sindacato che non si è mai chiuso dentro i cancelli delle fabbriche, ma che ha sempre avuto l’ambizione di trasformare la società analizzando nel merito le questioni, a partire dagli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori", viene rimarcato dal sindacato.

La Fiom Cgil, attraverso "Emilia Romagna metalmeccanica", viene illustrato, "tenta di approcciare la discussione politica con oggettività, autonomia e indipendenza, sottolineando altresì come l’appuntamento alle urne di domenica prossima avrà una eco e delle conseguenze anche a livello nazionale". Spiega il sindacato: "Nel documento, la categoria dei metalmeccanici emiliano romagnoli della Cgil pone alla politica tutta e in particolare a chi governerà la nostra regione, delle questioni fondamentali, chiedendo che i temi del lavoro vengano posti al centro dell’agenda programmatica della prossima giunta. Temi che riguardano la vita di centinaia di migliaia di cittadini, metalmeccanici e non, che per vivere hanno bisogno di lavorare. Temi urgenti, come il ripristino degli ammortizzatori sociali in deroga e del blocco dei licenziamenti, visto che anche l’Emilia Romagna sta vivendo da diverso tempo una nuova stagione di crisi economica e di difficoltà delle imprese, soprattutto artigiane. Il modello è quello del "Patto per attraversare la crisi" del 2010, che ha contribuito in maniera fondamentale a salvare aziende e posti di lavoro".

"Ma anche temi di prospettiva - viene rimarcato -. In una regione in cui i livelli di disoccupazione sono inferiori a quelli del resto del Paese e paragonabili a quelli tedeschi, è necessario perseguire una "buona occupazione", attraverso l’applicazione dei corretti contratti nazionali evitando il ricorso a contratti "pirata" che fanno dumping salariale, la verifica della regolarità negli appalti respingendo la logica del massimo ribasso, la lotta alla precarietà combattendo il ricorso a falsi stage, tirocini e percorsi di alternanza scuola-lavoro, definendo percentuali massime di utilizzo di lavoratori “precari” nelle imprese e prevedendo ovunque percorsi certi di stabilizzazione". La Fiom, prosegue il sindacato, "chiede che la Regione Emilia Romagna sostenga le rivendicazioni salariali dei metalmeccanici espresse nella piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale, perché aumento delle retribuzioni vuol dire redistribuzione della ricchezza e dunque giustizia sociale. Giustizia sociale vuol dire anche salvaguardare il welfare state, i servizi come la sanità e l’istruzione, che devono essere pubblici, laici e qualitativamente standardizzati su tutto il territorio nazionale, fuori da logiche autonomistiche di differenziazione".

Infine, la Fiom-Cgil "vuole un’Emilia Romagna accogliente e solidale, che non individui il nemico nello straniero che cerca condizioni di vita migliori per sé e per la propria famiglia, ma combatta contro i veri mali di questo paese: la criminalità organizzata, l’evasione fiscale, l’illegalità diffusa. Questa regione deve continuare ad ispirarsi, nel suo agire politico, ai valori fondanti della nostra Costituzione: la libertà di autodeterminazione, l’antifascismo e l’antirazzismo".

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