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Elezioni regionali, Ronchi (Europa Verde) sull'inceneritore: "Oggi tutti contrari, ma 15 anni fa eravamo soli contro tutti"

"Ricordo come fosse oggi le discussioni sull'inceneritore di Forlì - esordisce Ronchi -. Era il 2004, ero appena stato eletto con i Verdi, ed in città si parlava di creare il nuovo impianto"

"Come si fa a credere a Forza Italia che propone di chiudere l'impianto di Forlì sostenendo una candidata della Lega Nord che propone di costruirne uno in ogni provincia?". Così Alessandro Ronchi, portavoce di Europa Verde Forlì e candidato al Consiglio regionale all'indomani della conferenza stampa della candidata berlusconiana Vanda Burnacci durante la quale ha indicato tra prime priorità da affrontare la chiusura dell'impianto. "Ricordo come fosse oggi le discussioni sull'inceneritore di Forlì - esordisce Ronchi -. Era il 2004, ero appena stato eletto con i Verdi, ed in città si parlava di creare il nuovo impianto: in Consiglio Comunale su questo tema io e l'assessore Morelli eravamo soli contro tutti".

"Sono contento che oggi esponenti di quasi tutti i partiti siano favorevoli alla raccolta porta a porta - prosegue - ma quando si discuteva di avviare i progetti per introdurla in città prima di costruire il nuovo impianto di incenerimento, in Consiglio Comunale la Burnacci e Biondi erano presenti e contrari. Così pure è impossibile non pensare alla causa di tutto, ciò che produsse l'aumento del numero di inceneritori in Italia: l'introduzione nel 2003 da parte del Governo Berlusconi dei rifiuti tra le fonti di energia rinnovabile che potevano beneficiare dei Cip6. Fu Berlusconi ad incentivare economicamente gli inceneritori a discapito delle altre fonti rinnovabili".

"Come si fa a credere a Forza Italia - conclude Ronchi -  che propone di chiudere l'impianto di Forlì sostenendo una candidata della Lega Nord che propone di costruirne uno in ogni provincia? Sono contento che tante persone oggi abbiano capito che le nostre proposte di 15 anni fa erano giuste. Allora portammo il Consorzio Priula e gli esperti in città per dimostrare che si trattava di realtà e non di utopie verdi. Consiglio a tutti di dare un'occhiata al programma di Europa Verde, tra una decina d'anni se non sarà troppo tardi capiranno che avevamo ragione anche questa volta".

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