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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica

Elezioni Regionali, si presenta "L'altra Emilia Romagna": "Siamo la sinistra plurale"

Candidata alla presidenza della Regione è l'insegnante parmense Maria Cristina Quintavalla, docente di filosofia e storia presso il liceo classico Gian Domenico Romagnosi di Parma

Sono cinque i candidati per la provincia di Forlì-Cesena della lista "L'altra Emilia Romagna" in vista delle prossime elezioni provinciali. Si tratta di Euro Camporesi, Rita Fiumana, Diletta Basini ed i cesenati Mirco Maroncelli e Jacopo Rinaldini. Candidata alla presidenza della Regione è l'insegnante parmense Maria Cristina Quintavalla, docente di filosofia e storia presso il liceo classico Gian Domenico Romagnosi di Parma. Ha partecipato nel 2011 alle iniziative che hanno portato alle dimissioni del sindaco Vignali. Si schiera al fianco dei lavoratori per la difesa dei posti di lavoro, contro i processi di privatizzazione dei beni comuni.

"La regione Emilia Romagna ha bisogno di una svolta nella cultura di governo che inverta la tendenza allo stagnante declino economico e sociale degli ultimi anni - è stato illustrato nella presentazione del progetto -. E’ un’esigenza sentita dai lavoratori, dalle imprese, dalle famiglie, dal mondo della cultura, dell’ambientalismo e da tutte le forze sensibili ad un cambiamento profondo del modo di funzionare della democrazie e delle istituzioni".

Quindi un'analisi della situazione in Emilia Romagna, "un tempo era considerata un’oasi di benessere e buon governo. I tanti errori compiuti dal Partito democratico che ha guidato ininterrottamente la nostra regione ci portano oggi ad avere numeri da spavento che raccontano una realtà fatta di imprese che chiudono e di un giovane su due senza lavoro. Non c’è stato nessun argine alla crisi che ha investito tutto il Paese e quel che è più grave è che le ricette avanzate dai recenti governi (Monti, Letta e Renzi) non intendono cambiare verso rispetto a quell’austerity che ha distrutto ricchezza pubblica a beneficio dei patrimoni privati. I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri".

"Non esiste una prova razionale e fondata che dimostri che tagliare la spesa pubblica porterà una ripresa economica, al contrario tutti gli studi e le analisi dicono unanimamente il contrario - viene sottolineato -. Il mantra recitato dai politici oggi al Governo vorrebbe farci credere che non esiste un’alternativa allo smantellamento del welfare e dei diritti dei lavoratori e portano avanti questo dogma instillando la paura del futuro nella gente. La gente spaventata è più facile da manipolare. E’ ancora più facile farlo senza una vera sinistra che si opponga all’umiliazione dei più deboli e all’arroganza del più furbo".

"E’ per questo - viene rimarcato - che più di sei mesi fa è nata l’esperienza de L'altra Europa con Tsipras, un tentativo, riuscito nonostante l’oscuramento e l’ostracismo dei media mainstream, di riunire le tante anime della sinistra italiane orfane di un contenitore che le accogliesse per traghettarle verso il progetto di un’Europa più giusta e solidale da sottrarre al pilota automatico neoliberista spietato. L’Altra Emilia- Romagna nasce da quell’esperienza e  dopo oltre due mesi di incontri, dibattiti, assemblee in Emilia-Romagna ha deciso di ridiscendere in campo per rappresentare agli occhi dei tanti cittadini che l’ hanno sostenuto e di quelli ancora delusi e amareggiati, la presenza viva e reale di una sinistra autentica che oggi manca nel nostro paese ed il suo impegno a costruire un'alternativa dentro e fuori le istituzioni".

L'obiettivo è "mettere in campo una sinistra plurale, senza settarismi nè faziosità, rispettosa dei processi e dei travagli in atto nella sinistra stessa. Il timone,e la direzione di marcia  tuttavia è politicamente e programmaticamente alternativo al sistema di governo emiliano romagnolo". Per quanto concerne i candidati, "sono stati selezionati dopo serrate discussioni cui hanno partecipato tutti coloro che erano interessati a creare un nuovo soggetto di sinistra che attualmente non esiste in Italia. Il Pd infatti è un partito di destra e con l’ultimo attacco allo Statuto dei Lavoratori non ha fatto altro che confermare una tendenza presente sin dalla sua nascita. Nelle nostre liste ci sono studenti, lavoratori, impiegati, precari tutti da sempre impegnati in prima persona nella difesa dei diritti e dei valori di giustizia, solidarietà e libertà".

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