Elezioni regionali, Zoffoli: "L’inceneritore andrà chiuso". Replica Burnacci (Fi): "Ha letto il mio programma"

"Le politiche ambientali vanno programmate per grandi aree - afferma Zoffoli -. L’inquinamento, il dissesto idrogeologico, i cambiamenti climatici non sono certo rispettosi dei confini comunali o provinciali"

“Chi ha letto il Programma del Presidente Bonaccini ha trovato ben in evidenza che i primi atti che il presidente ha intenzione di fare sono un Nuovo Patto per il Lavoro e un Patto per il Clima. È ben in evidenza il fatto che i 2 patti sono in stretta relazione fra loro. È altrettanto chiaro che andranno discussi, redatti e firmati da tutti coloro che, a vario titolo, hanno interesse a farlo. Oggi più che mai una buona programmazione politica si deve orientare sempre di più lo sviluppo economico verso la cosiddetta green economy che produce posti di lavoro e ricchezza sulle tematiche ambientali attraverso la prevenzione dei problemi e la valorizzazione delle eccellenze naturalistiche". A dirlo è il candidato al consiglio regionale per il Pd, Paolo Zoffoli.

"Dobbiamo tutti avere ben presente che l’ambiente è la ‘casa’ dove viviamo e che se non ne abbiamo cura sarà un problema per noi, ma soprattutto per i nostri figli e i nostri nipoti - sostiene Zoffoli -. Tenendo conto di tutto ciò, dobbiamo condizionare la fattibilità di ogni progetto con la sostenibilità ambientale. La buona salute degli uomini, delle imprese e del territorio va ricercata anche nel minor consumo di risorse energetiche ambientali. Le politiche ambientali vanno programmate per grandi aree: l’inquinamento, il dissesto idrogeologico, i cambiamenti climatici non sono certo rispettosi dei confini comunali o provinciali. Io credo che l’Area vasta Romagna sia sufficientemente grande per sviluppare politiche adeguate".

"Nei prossimi 5 anni deve trovare compimento, anche la filiera dei rifiuti, in modo da realizzare in maniera compiuta la Legge regionale sull’ Economia Circolare. Il nuovo Piano Regionale dei rifiuti, inoltre, deve prevedere, appena l’autosufficienza dello smaltimento Regionale dei rifiuti lo potrà consentire, la chiusura dell’Inceneritore di Forlì in quanto in una stessa area molto antropizzata insistono 2 inceneritori (questa previsione è stata votata all’unanimità in un ordine del giorno dell’Assemblea Legislativa Regionale, proposto da me)", conclude Zoffoli.

La replica di Vanda Burnacci

Replica la candidata di Forza Italia, Vanda Burnacci: "Evidentemente iZoffoli deve aver letto il mio resoconto del dibattito pubblico organizzato da Forza Italia sabato scorso dove chiedevo alla politica di affrontare un argomento scomodo come quello dell’inceneritore di Forlì e delle diossine. Con la nascita di Alea la contropartita, per i cittadini chiamati ad un’opera quotidiana virtuosa alle prese con la divisione dei rifiuti, è oggi una sola e molto chiara. Ovvero spegnere l’inceneritore pubblico di Forlì. Questo ho detto sabato scorso e questo invito è stato diciamo così “copiato” da Zoffoli. Verrebbe da chiedersi, visto che è stato consigliere regionale del Pd per cinque anni perché non lo abbia suggerito prima , agli amministratori del suo stesso partito, quando a governare il Comune di Forlì c’èra un esponente del Pd''. 

“Intanto, se non ci saranno modifiche dell’iter, con la chiusura dell’inceneritore per rifiuti urbani di Ravenna i loro rifiuti saranno ridistribuiti nei territori vicini, per primo Forlì, e non solo, si parla anche di Modena - ricorda Burnacci -. Già è stato raggiunto un accordo tra Hera e sindacati per ricollocare i 29 lavoratori dell’inceneritore di Ravenna coinvolti nella procedura collettiva di licenziamento in vista della chiusura dell’impianto di via Romea.  Poi inizierà la fase di ridistribuzione dei rifiuti. Stefano Bonaccini sostiene che sui rifiuti l’Emilia Romagna è virtuosa tanto da potersi permettere lo spegnimento dell’inceneritore di Ravenna, ma si dimentica di ricordare che  le 56mila tonnellate di immondizia bruciate finora a Ravenna verranno semplicemente ridistribuite sugli altri impianti della Regione. Oltretutto la scelta di chiudere l’impianto di Ravenna è stata sollecitata dalla stessa multiutilty perché così può risparmiare sui costi di gestione facendo migrare i rifiuti in impianti di  altre province sempre da essa gestite".

"In questa vicenda - aggiunge la candidata di Forza Italia - il paradosso vissuto dai forlivesi è che nonostante il livello altissimo di raccolta differenziata raggiunto con il sistema del ‘porta a porta’ si continueranno a inviare al termovalorizzatore di Forlì  rifiuti indifferenziati provenienti dalla provincia di Ravenna  e da altre parti fino al raggiungimento della capacità massima consentita dall’impianto stesso, ovvero 120mila tonnellate annue. Con un conseguente incremento degli indici di inquinamento sul comprensorio cittadino e la beffa che pur essendoci dimostrati virtuosi con la raccolta differenziata  ed avendo sopportato sacrifici dalla nascita di Alea non solo  siamo costretti a non poter spegnere l’inceneritore ma ci obbligano a farlo funzionare a pieno regime".

"Il tutto alla presenza nel raggio breve di uno stesso quartiere Coriano di un altro inceneritore, quello privato Ecoeridania, che poche settimane fa è stato interessato dalla notizia del rilievo di Legionella in concentrazioni oltre i limiti in una delle torri di raffreddamento - conclude Burnacci -. E’ più che evidente che questo tema debba essere posto al centro del dibattito politico e non è credibile chi finge di affrontarlo a pochi giorni dal voto per rassicurare gli elettori".

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