M5S, l'ex candidato alla Regione Simone Benini: "Azzerare i dirigenti nazionali. Spazio a nuove leve"

“Azzerare l'attuale classe dirigente nazionale”: è la richiesta che viene da Simone Benini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Forlì, ma soprattutto il candidato che lo scorso gennaio ha rappresentato i pentastellati alle elezioni regionali dell'Emilia-Romagna

“Azzerare l'attuale classe dirigente nazionale”: è la richiesta che viene da Simone Benini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Forlì, ma soprattutto il candidato che lo scorso gennaio ha rappresentato i pentastellati alle elezioni regionali dell'Emilia-Romagna. Benini si dice “legato alle idee originarie di Gianroberto Casaleggio”. E si toglie alcuni sassolini dalle scarpe parlando della sua candiatura “come presidente di Regione contro tutto e tutti,anche di chi ha tentato di non far presentare la lista”.

Benini chiede un ritorno alle origini, e non ne vuole sentir parlare di alleanze col Partito Democratico: “Invece di pensare a fare alleanze ideologiche a livello locale per portare a casa una poltroncina e contare come il due di picche, facendo la fine dei vari partitelli in pochi anni, pensiamo ad azzerare l'attuale classe dirigente nazionale che non può far finta di nulla e che si deve prendere le responsabilità fino in fondo. La gente non votava più Pd perché non ne poteva più di Renzi. Ora se ne sono liberati e va meglio”.

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Per Benini il M5S è instradato su un solco di declino: “Lo stesso quando Bossi aveva fatto il suo tempo e così Fini nella destra. Qualcuno ha fatto il suo tempo anche nel M5S ed ha smarrito la strada. E' al secondo mandato da parlamentare. Finiscano il loro buon lavoro da ministri o nelle loro cariche istituzionali e poi spazio a nuove leve”. Per Benini la regola dei due mandati deve essere sacra: “Iniziamo a confermare una regola sacra che loro stessi firmarono nel 2007 al primo V Day: due mandati da parlamentari e da consiglieri regionali e poi a casa. Lo spirito del primo V Day ricordate? E poi con volti giovani mettiamo al centro temi fondamentali: temi sociali, lotta al precariato, al liberismo selvaggio, tutela di lavoratori e piccole e micro imprese, temi ambientali e dei beni comuni. Subito una legge sull'acqua pubblica ad esempio. Da imporre al partner di governo nazionale nel rispetto del referendum del 2011”.

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