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Elezioni, scende in campo anche “Sinistra per Forlì”: Nicola Candido candidato sindaco

Nicola Candido, 35 anni, segretario di Rifondazione Comunista a Forlì, è il candidato a sindaco, evidenziando che la lista è “un intellettuale collettivo in cui le decisioni vengono prese assieme"

Rifondazione Comunista e la sua area culturale e politica hanno presentato la lista “Sinistra per Forlì”. Nicola Candido, 35 anni, segretario di Rifondazione Comunista a Forlì, è il candidato a sindaco, evidenziando che la lista è “un intellettuale collettivo in cui le decisioni vengono prese assieme, dove il candidato a sindaco è semplicemente il portavoce del gruppo”. Gruppo che vede al suo interno una presenza elevatissima di giovani universitari, ma che raccoglie anche le esperienze del mondo del lavoro e dei compagni più navigati.

Si tratta, ha aggiunto Candido, di "un progetto nato dall’esigenza di scavalcare le recinzioni dei partiti e di unire la Sinistra, offrendo un’alternativa politica chiara alle politiche neoliberiste ed una concezione politica in cui regna il carrierismo e la corruzione. Un’alternativa che affonda le proprie radici nei valori della Sinistra come la solidarietà, la ridistribuzione delle risorse, la tutela dell’ambiente, la valorizzazione della cultura e del sapere".

Dura la critica all’amministrazione Balzani e "alle sue politiche di privatizzazione spietata", mentre con ironia il candidato sindaco ha evidenziato "l’espressione di “moto da luogo” espressa nel nome della lista presentata da SeL, che strizza l’occhio al Pd e tenta di conquistare voti con “giochini da vecchia politica” in cambio di poltrone".

Nel merito del programma, il primo punto è la ridistribuzione delle risorse e addizionali Irpef per tutelare i redditi più bassi. Poi si passa a parlare di ambiente, con Candido che ha criticato aspramente l’operato degli ultimi cinque anni "perché non si è riusciti ad estendere a tutto il territorio il “porta a porta” e si sottolinea che “tra il 2009 e il 2012 l’incremento della raccolta differenziata è stata solo del 5%”".

Nell’ambito del lavoro, Fabio Torelli lancia l’allarme sull’occupazione. “Sono stati persi 10mila posti di lavoro e nella varie crisi il Comune ha fatto poco, nulla o ha creato danni”. Infine, sul tema dell’immigrazione e dell’università intervengono i giovani, che pensano ad un modello di città in cui la cultura della condivisione sia fondamentale, facendo leva sulle risorse a disposizione che andrebbero valorizzate per la creazione di una città dinamica, giovane e più consapevole delle proprie potenzialità.

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