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Angelini (Rivoluzione Civile): "Il Pdl toglie credibilità alla classe politica"

"La compilazione travagliata delle liste del PDL è un vero schiaffo in pieno viso alla credibilità della classe politica"

“La compilazione travagliata delle liste del PDL è un vero schiaffo in pieno viso alla credibilità della classe politica; l’ennesimo svilimento di quello che dovrebbe essere un servizio e non un privilegio e ci mostra quale sia il vero interesse di certi partiti politici, più impegnati a riportare in Parlamento personaggi impresentabili che non a discutere di come dare un po’ di speranza al nostro Paese. E del resto, sono gli stessi personaggi che hanno trascinato l’Italia nella situazione attuale”. E’ quanto afferma Liana Angelini, candidata al Senato per Rivoluzione Civile, che continua: “Vent’anni fa fu coniato il termine Mani Pulite, per definire l’impegno della magistratura contro la corruzione della classe politica; oggi siamo addirittura arrivati a dover pretendere un’operazione liste pulite per i candidati al Parlamento, e ad approvare, in gran fretta e in un clima di fuoco, quanto negli altri Paesi è scontato: la non candidabilità per reati gravi, come la collusione mafiosa. Con un pensiero amaro al depenalizzato falso in bilancio.

Antonio Ingroia ha fatto propri questi temi – legalità, etica, diritti del cittadino – a causa dei suoi trascorsi professionali? Non credo. Parlare di lotta alla mafia ed ai suoi grandi patrimoni illeciti, di contrasto alla corruzione dilagante, di questione morale dovrebbe essere il tema dominante di ogni compagine politica e di ogni persona che si candidi a rappresentare il popolo nelle più alte istituzioni italiane. Una presa d’atto di una realtà che è sommersa eppure, paradossalmente, evidente: non potremo risollevare le sorti del Paese senza combattere corruzione e criminalità organizzata, questi “mostri” che divorano ogni sacrificio fatto dagli italiani e che ormai hanno perduto ogni connotazione geografica, ogni confine sociale. Viviamo in un Paese meraviglioso, ma problematico, che vorremmo vedere libero dal malaffare.”

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