"Berlusconi e Lega hanno distrutto le politiche per la famiglia"

"Il Fondo per le non autosufficienze che nel 2010 era di 400 milioni di euro, è stato del tutto eliminato dal governo Berlusconi e non è stato rifinanziato dal governo Monti nonostante le reiterate promesse in tal senso."

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"E’ di questi giorni il risultato dell’indagine sul Welfare condotta da SPI-CGIL che rileva come negli ultimi anni - a causa delle politiche di PDL e Lega - il fondo per le politiche sociali abbia subito tagli per il 75%, passando da oltre 900 milioni a meno di 70 milioni di euro. Con questi provvedimenti il governo Berlusconi ha lasciato sole le famiglie nella cura degli anziani non autosufficienti e  nel servizio socio-educativo dei bambini da 0 a 3 anni.

Per non parlare delle persone con disabilità che hanno visto gradualmente tagliare centri diurni, servizi di trasporto, assistenza scolastica. Il Fondo per le non autosufficienze che nel 2010 era di 400 milioni di euro, è stato del tutto eliminato dal governo Berlusconi e non è stato rifinanziato dal governo Monti nonostante le reiterate promesse in tal senso.

Alla luce di questi dati, suonano decisamente incoerenti le proposte, avanzate da alcuni esponenti del centrodestra, di sostegni puramente economici alle famiglie, come se, tra l’altro, l’assistenza ai più deboli e l’educazione dei più giovani fossero riducibili a mere compensazioni monetarie.

E’ vero che l’Italia ha attraversato una fase di emergenza: era importante ripianare i conti pubblici e riacquistare credibilità agli occhi dell’Europa, ma non può essere che i tagli ai servizi sociali, ai fondi per la non autosufficienza siano la risposta alla crisi, soprattutto se al tempo stesso non si attuano efficaci misure di redistribuzione del reddito.

E non basta una prima e timida inversione di tendenza messa in atto a inizio anno, forse complice la campagna elettorale che ha cambiato le priorità di coloro che devono guadagnarsi il consenso, per recuperare credibilità rispetto agli atti di inciviltà di cui i governi del centrodestra e della Lega si sono macchiati.

Si è consapevoli che per uscire dalla crisi servono crescita e sviluppo, ma a differenza del centrodestra  il PD non si ferma qui, perché ci sono persone che già adesso non arrivano alla fine del mese e che vedono violati alcuni diritti fondamentali. E allora è da questi che bisogna ricominciare.

Welfare, diritti e solidarietà, sono i temi che marcano la differenza fra le proposte del centrodestra e quelle del centrosinistra. Alla parola chiave dei governi di centrodestra “Libertà”, che si è tradotta in realtà nel nostro paese nel conseguimento dell’interesse personale e nell’assenza di regole, il Partito Democratico e l'alleanza di centrosinistra contrappongono il principio di GIUSTIZIA.

Prendendo come punto di riferimento l’articolo 3 della Costituzione, la dignità inviolabile della persona e il rispetto dei diritti umani fondamentali rappresentano la cornice generale entro cui trovano posto tutte le scelte di programma del Partito Democratico, scelte per noi decisive per costruire l’Italia Giusta, il progetto politico su chiediamo fiducia e mediante il quale riteniamo possa finalmente generarsi una riscossa civica, morale, sociale".

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