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Elezioni, il sindaco di Rocca: "Ecco perchè ho detto sì al Parlamento"

Un sì, illustra il primo cittadino di Rocca San Casciano, che "deriva dal contenuto stesso della parola politica (polis), che vuol dire partecipazione alla vita pubblica della città"

Il sindaco di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari, spiega il motivo per il quale ha scelto di candidarsi al parlamento: un sì, illustra il primo cittadino ed esponente del Pdl, che "deriva dal contenuto stesso della parola politica (polis), che vuol dire partecipazione alla vita pubblica della città, del territorio e della sua gente per tentare di fare qualcosa per il bene comune. Troppo spesso in questi ultimi anni sono andati in parlamento i rappresentanti di poteri forti, di lobby economiche e gruppi di potere".

"Io, insieme a tanti altri, vorrei riportarci i territori, la provincia, i piccoli e medi comuni, la gente che come me lavora per vivere, per mantenere la famiglia, sa cosa vuol dire la vita di tutti i giorni - evidenzia Tassinari -. In altre parole vorrei ridare voce, anche dove si fanno le leggi nazionali, a chi la voce non ce l’ha o ce l’ha al massimo in un consiglio comunale. In questi giorni di campagna elettorale è facile promettere. Ma la mia esperienza di sindaco di Rocca San Casciano da ormai quattro anni e di consigliere comunale da quindici mi dice che i problemi di tutti i giorni sono molto diversi dalle solite promesse.

Tassinari spiega di voler "portare a Roma l’esperienza di un sindaco di un paese. La realtà dei piccoli e medi comuni non è isolata, ma rappresenta il 70% del territorio nazionale e 13-15 milioni di italiani, che abitano nella metà degli 8100 comuni italiani. Un altro motivo che mi ha spinto a intraprendere questa difficile avventura è la lontananza che oggi esiste fra il palazzo e i cittadini. Vorrei contribuire a riportare nel palazzo “il cittadino arbitro”, come diceva il senatore forlivese Roberto Ruffilli, per toglierlo dalla condizione attuale di suddito, che vota per dei nominati paracadutati da altrove e non degli eletti dai votanti".

"Per questo occorre cambiare la legge elettorale, che dovrebbe riportare al centro gli elettori che scelgono sul territorio le persone che tutti conoscono non in base alle chiacchiere o alle promesse, ma a quello che fanno per la comunità civile - chiosa il sindaco -. Gli eletti devono rispondere agli elettori del territorio, in un confronto continuo durante il mandato dei cinque anni per ristabilire un ruolo centrale del parlamentare nella società civile che negli ultimi anni si è offuscato ed ha perso valore nella considerazione degli elettori".

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