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Paola Piazzi

Paola Piazzi

Elezioni, pensioni: le quattro proposte di “Rivoluzione Civile”

La candidata alla Camera elenca così quattro proposte di "Rivoluzione Civile". La prima riguarda "l' immediata soluzione al tema degli esodati"

Paola Piazzi, candidata forlivese alla camera della “Lista Ingroia”, dice la sua sul sistema di welfare pensionistico. “E’ fin troppo facile parlare male della riforma pensionistica del ministro Fornero (in assoluto, la peggiore mai fatta nel nostro Paese), frutto - più che altro - di improvvisazione dilettantesca e della fretta di “fare qualcosa, qualunque cosa sia”, piuttosto che di attenta analisi della situazione sociale ed economica dei cittadini italiani", esordisce Piazzi.

“E’ fin troppo facile tornare a sottolineare il problema degli “esodati” (di cui manca ancora una stima attendibile circa il loro numero) e le drammatiche conseguenze sulla vita di tutti i giorni per coloro che si trovano nell’emergenza di non disporre più del reddito da lavoro o di una pensione dignitosa, e solo perché una disattenta ministra si è scordata di loro - continua la candidata al Parlamento della "Lista Ingroia" -. E’ fin troppo facile denunciare l’iniquità ed ingiustizia che deriva dal confronto tra gli importi delle pensioni che toccano a noi cittadini e quelle “d’oro” degli appartenenti alle varie “caste” che, pur avendone l’opportunità, si sono ben guardati dal ritoccarle anche in misura minima, anche solo simbolicamente".

Per Piazzi "molto più difficile è invece affrontare radicalmente e strutturalmente l’insieme di questi problemi attraverso una coerente azione parlamentare e di governo che miri a rimuovere le ingiustizie che il governo Monti ha sancito, a coronamento dell’azione distruttiva dei governi precedenti". La candidata alla Camera elenca così quattro proposte di “Rivoluzione Civile”. La prima riguarda "l' immediata soluzione al tema degli esodati attivando - già dall’esercizio 2013 - il blocco delle rivalutazioni dei vitalizi di chi ricopre o ha ricoperto cariche elettive, ponendo anche un tetto massimo alle pensioni elevate. Il rinvio al 2014 di tale provvedimento, come previsto dalla legge di stabilità 2013 approvata da governo Monti, è inutile e semplicemente devastante per chi ha il problema di mangiare tutti i giorni".

La seconda riguarda la "delega all’INPS di provvedere entro pochi giorni (30/60) all’erogazione della pensione ai lavoratori esodati, e conguaglio dei periodi pregressi da effettuarsi entro i successivi 180 giorni". Al terzo punto la "revisione degli “scaloni” di età in modo da realizzare concretamente, l’alternanza tra i pensionati ed i giovani in cerca di lavoro. Aprire le porte del lavoro alle nuove generazioni vuol dire risolvere in modo strutturale e contemporaneo almeno 2 problemi: riduzione del tasso di disoccupazione ed aumento significativo del numero di anni contributivi su cui l’INPS potrà contare in futuro".

Infine, "netta separazione di competenze tra la gestione delle pensioni e degli ammortizzatori sociali, in modo che i fondi e la loro gestione non possano essere traslati dall'uno all'altro, creando i problemi che si sono verificati fino ad oggi". "Non c’è dubbio - evidenzia Piazzi -. che il sistema di welfare pensionistico a cui siamo stati abituati richieda una profonda revisione sia per tenere nel giusto conto l’aumento dell’età media, sia per evitare che il perdurare di una gestione “incosciente” porti ad insostenibili aggravi del debito pubblico. Ma c’è modo e modo, e in particolare c’è il modo sbagliato e il modo giusto".

"La ministra Fornero ha scelto, a mio avviso, quello sbagliato, sia per i contenuti sia per l’inefficacia dei risultati. Forse sapendo che sarebbe stata seduta su quella poltrona per poco tempo, ha imposto una riforma che fa acqua da tutte le parti, lasciando la patata bollente al suo successore – dimostrando un senso dello Stato piuttosto singolare, aggiunge Piazzi, che conclude: “Rivoluzione Civile vuole proporre soluzioni concrete, chiare e facilmente attuabili all’interno di un programma di legislatura che abbia tra le sue massime priorità il problema del lavoro in ogni suo aspetto e voglia realmente far uscire la cittadinanza dallo stato di “servi della gleba” in cui è stata costretta da passati governi di varie colorazioni e sfumature.”

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