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Elezioni, Piovaccari (Rivolizione Civile): "Serve un'Europa dei diritti"

Daniele Piovaccari, candidato di Rivoluzione Civile alla Camera approfondisce il suo pensiero: “Innanzi tutto è bene chiarire chi è il contribuente netto dell’Unione Europea

“Nell’incontro che Mario Monti ha avuto nei giorni scorsi con la Merkel  a Berlino, a molti sarà sfuggita una frase buttata lì, tra le altre, dal nostro attuale, e speriamo ancora per poco, Premier: "L’Italia è stato il primo contribuente netto dell’UE nel 2011”. Daniele Piovaccari, candidato di Rivoluzione Civile alla Camera approfondisce il suo pensiero: “Innanzi tutto è bene chiarire chi è il contribuente netto dell’Unione Europea: è quella nazione che versa a Bruxelles contributi in misura maggiore rispetto a quanti  ne riceve, e l’Italia, in pieno disastro economico e finanziario, ha versato all’UE circa 6 miliardi di euro in più di quanti ne ha ricevuti sotto forma di contributi a vario titolo”.

“Tradotto in soldoni, vuol dire semplicemente che tanto il governo centrale quanto quelli regionali, sono stati incapaci di promuovere progetti e idee in grado di accedere a quelli ed altri fondi; e questo ci siamo permessi di farlo in momenti in cui abbiamo dovuto raschiare i fondi di tanti barili ed abbiamo dovuto togliere risorse a servizi essenziali quali scuole e sanità. L'Emilia Romagna è una positiva eccezione rispetto a questa situazione poiché si colloca fra i primi posti per quanto riguarda la percentuale di fondi comunitari utilizzati (anche grazie al fatto che è stata la prima regione italiana ad aver aperto il proprio ufficio di rappresentanza a Bruxelles nel 1994 con il preciso obiettivo di contribuire allo sviluppo delle strategie e delle attività regionali). La gran parte dei fondi europei, nemmeno a dirlo, finanziano proprio la ricerca e l’innovazione, la scuola e la sanità, la formazione professionale ed i progetti di “green economy”. Ma i nostri governanti dalle mani bucate hanno pensato fosse molto più facile andare a tosare per l’ennesima volta le pecore (noi) piuttosto che dare impulso e spazio alle attività progettuali che l’accesso ai fondi UE richiede”.

“Rivoluzione Civile ritiene del tutto inaccettabile che tali quantità di denaro vengano con tanta disinvoltura lasciate nel “piatto” europeo mentre un’intera classe politica si riempie la bocca con parole come Europa dei popoli, Integrazione monetaria, Scambio delle idee. Al primo punto del programma della Lista Ingroia si parla proprio di “Europa dei diritti, contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie”; non si tratta di uno dei tanti slogan che si sentono in campagna elettorale, bensì della manifesta volontà di far uscire il nostro Paese da un ruolo di sudditanza politica e sociale rispetto agli altri paesi europei  ridando – al tempo stesso – ai cittadini italiani quella dignità che a causa dei governi del passato ventennio, gli è stata spesso negata. Apprendere solo casualmente – ed in linguaggio incomprensibile ai più – che abbiamo gettato dalla finestra molti miliardi a causa dell’inadeguatezza di chi ci ha governato, ci indigna profondamente.Ancora di più ci indigna che chi ce lo viene a raccontare, chiede di essere ancora uno dei futuri protagonisti della vita politica italiana, in combutta (più o meno dichiarata) con chi questi disastri li attuava o – peggio – con chi ha preferito voltare la testa dall’altra parte”.

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