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Rivoluzione civile: "Monte dei Paschi, squarciato il velo del silenzio"

Tommaso Montebello, consigliere comunale e candidato alla camera nella "lista Ingroia": "L'indagine vide implicati alcuni dirigenti dell'agenzia di Via delle Torri dell'istituto di credito senese"

“Poco più di 3 anni fa, i cittadini forlivesi toccarono con mano la disinvoltura (per non dire altro) con cui i vertici locali del Monte Paschi spostavano masse di contanti, questa era l’accusa, verso i paradisi fiscali di San Marino. L’indagine, che allora fu battezzata “Varano”, vide implicati alcuni dirigenti dell’agenzia di Via delle Torri dell’istituto di credito senese che, prontamente rimossi, risultarono gli unici indagati – i vasi di coccio - di quella vicenda dai contorni ancora incerti e nebbiosi”.

Tommaso Montebello, consigliere comunale e candidato alla camera nella “lista Ingroia”, dopo questa breve cronistoria, incalza: “Il velo di imbarazzato silenzio che calò allora su tutta la storia, è stato finalmente squarciato dalla cronaca di questi giorni e dal  racconto del comportamento, a dir poco inquietante, dei vertici senesi del Monte Paschi e, forse, della stessa Banca d’Italia; a quei dirigenti ed a quella banca, l’attuale governo Monti ha regalato quasi 4 miliardi di euro togliendoli direttamente dalle tasche esauste degli italiani. Non bastano le parole per manifestare lo sdegno della società civile nell’apprendere queste notizie e nel vedere che quei governanti (e quei partiti, come PD e PDL che il governo Monti hanno sostenuto e fiancheggiato), continuano imperterriti a condurre una campagna elettorale all’insegna del “ritrovato rispetto internazionale dell’Italia”.

Rivoluzione Civile pretende risposte precise da quelle parti politiche e dai candidati locali che quelle forze rappresentano. “E’ davvero ora di “sollevare il tappeto” e scoprire quali inconfessabili vergogne il governo Monti ed i suoi compagni di merende hanno nascosto al Popolo Italiano. Si continua a parlare solo e sempre dell’ignominia planetaria in cui i troppi governi Berlusconi ci hanno trascinato con il loro seguito di parlamentari da circo e sembra che ci si dimentichi il baratro in cui ci ha gettato il governo Monti in soli 13 mesi di gestione ottusa ed incapace della cosa pubblica. Un governo retto da Presidente del Consiglio che tende a precisare che si tratta “solo” di un prestito che sarà restituito dalla banca ad interessi gravosi. E ci mancherebbe altro!Ma il punto è un altro. Con quella cifra si sarebbe potuto, in un solo colpo, risolvere il problema degli esodati, dei cittadini bisognosi di cure perché affetti da malattie invalidanti, dei tagli indiscriminati alla sanità, dei terremotati emiliani e dare un po’ di respiro alla ricerca; tanto per fare qualche banale esempio. Si è invece scelta la strada di salvare l’ennesima banca decotta a causa delle scorribande finanziarie dei vertici amministrativi e politici. In barba a qualsiasi “spending review” e lacrime ministeriali”.

“Banche che, non dobbiamo scordarlo, dopo aver ricevuto l’obolo di oltre 100 miliardi di euro dalla BCE al tasso dell’1%, si sono affrettate a reinvestire quelle somme in titoli di stato con guadagni sopra il 5-6%, lucrando sullo spread tra i tassi. Dov’era il governo Monti in quel momento? Perché non ha costretto le banche ad impiegare quel denaro in prestiti e mutui a favore di famiglie ed imprese? Perché non lo ha utilizzato per saldare (almeno in parte) la montagna di debiti che la Pubblica Amministrazione ha nei confronti dei propri fornitori? Si sarebbero potuti evitare il fallimento di migliaia di aziende e la caduta nella povertà di centinaia di migliaia di famiglie…..ma evidentemente salvare il Monte dei Paschi di Siena era molto più importante. Questa è la Rivoluzione Civile che vogliamo e per la quale sosterremo Antonio Ingroia fino al successo che le urne decreteranno il prossimo 25 febbraio.”

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