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Il Mir a Forlì presenta i suoi candidati

Il Mir chiede agli elettori di esprimersi con un voto che definisce "diversamente utile": "Siamo un movimento che ha come obiettivo quello di cambiare completamente la classe dirigente"

"Noi siamo apparentati col Pdl, è la nostra area di riferimento, anche perché Monti ha una visione Settecentesca e oligarchica della società; mentre quella di Bersani e di tutta l'area di sinistra è una visione di una società che non esiste più”. Così Gianpiero Samorì, leader del Mir, ha dichiarato alla conferenza stampa organizzata dal Mir locale presso l’hotel Globus di Forlì.

Il Mir chiede agli elettori di esprimersi con un voto che definisce “diversamente utile”: “Siamo un movimento che ha come obiettivo quello di cambiare completamente la classe dirigente e il programma di governo". Il Mir ha scelto di puntare su candidati esclusivamente di territorio e non catapultati da fuori, in Emilia-Romagna sarà presente con liste sia alla Camera sia al Senato”. Lo ha sottolineato lo stesso promotore del movimento che oggi a Forlì ha presentato i candidati. Alla Camera capolista è lo stesso Samorì e al Senato Marco Lombardi consigliere regionale eletto nelle file del Pdl.

I candidati della provincia sono Alessandro Leardini, Cecilia Zanotti, Marta Masini e Christian Coppola. "Il Mir - ha dichiarato Samorì - ha scelto di non candidare deputati e senatori uscenti perché il giudizio complessivo sull'attività di questo Parlamento è negativo.” Illustrando poi le linee programmatiche - il leader del Mir ha proseguito - “dobbiamo necessariamente riattivare il meccanismo dello sviluppo, serve una drastica riduzione del debito pubblico, utilizzando le risorse auree valutarie della Banca d'Italia, che corrispondono a 250 miliardi di euro, e tutti gli enormi patrimoni delle fondazioni bancarie e non. Intervenendo così si arriverebbe a una riduzione del debito pubblico di 600 miliardi euro senza toccare le persone, saremmo in condizione di uscire dal fiscal compact e finanziare uno sviluppo che deve tener conto dell'Italia dei prossimi 50 anni. Riqualificazione urbanistica, nuove tecnologie: tutti i punti di eccellenza che possono fare dell'industria italiana un'industria competitiva e un punto di riferimento".

Poi Samorì chiede “di riaprire il mercato del credito, perché tutte le piccole e medie imprese sono in sofferenza”. Spiega il leader del Mir: "la Banca centrale europea ha concesso 103 miliardi di euro di prestiti al sistema bancario italiano al tasso di favore dell'1 per cento senza prevedere l'obbligo, almeno nella misura del 50 per cento, di destinarli al finanziamento di imprese e famiglie e senza porre alcun limite alle retribuzioni dei manager bancari. Quale la conseguenza? Il blocco totale del credito e del perdurare dei compensi milionari per la casta dei banchieri".

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