"Il Mir contro l' autoreferenzialita' dei gruppi di comando di molte banche"

""Da oltre 5 anni il leader del MIR, Gianpiero Samori, combatte in assoluta solitudine una battaglia contro l' autoreferenzialita' dei gruppi di comando di molti Istituti bancari"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Da oltre 5 anni il leader del MIR, Gianpiero Samori, combatte in assoluta solitudine una battaglia contro l' autoreferenzialita' dei gruppi di comando di molti Istituti bancari. Inutili sono stati i vari esposti effettuati alla Banca d' Italia e ad altri organi pubblici. Sempre il prof. Samori', in perfetta solitudine ha denunciato sin dallo scorso ottobre, finanche in assemblea, la gravissima situazione del Montepaschi individuando tra l' altro come gli eccessivi guadagni dei manager fossero uno dei problemi principali di ostacolo alla sana e prudente gestione. Tralsciamo poi il buon gusto e l' inopportunita' di ottenere tali emolumenti.

Per tutta risposta la 10° Commissione Permanente del Senato (Commercio, Industria e Turismo), nell seduta del 03 dicembre scorso, su proposta della senatrice Bonfrisco, e con il parere favorevole degli esponenti di Governo, ha abrogato i commi 2 e 2 bis dell' articolo 136 del Testo Unico Bancario, consentendo agli Amministratori delle banche di ottenere qualsiasi credito per le proprie societa' senza autorizzazione del collegio sindacale e degli Amministatori di minoranza, vanificando in tal senso i normali presidi di legalita'-

Chiediamo a gran voce dove fossero i parlamentari di tutti i partiti che hanno approvato questa legge vergogna a favore dei banchieri. Delle 2 l' una: o l' hanno votato senza sapere bene di cosa si trattasse, o hanno regalato nuovo strapotere ad una casta seconda solamente a quella politica- Noi del MIR, una volta entrati in Parlamento, ci batteremo con tutte le nostre forze per porre il problema sul tavolo ed indicare nuove strade per evitare le vicissitudini che vive quest' oggi il terzo Gruppo bancari italiano. Ci pare infine moralmente giusto chiedere ai Parlamentari che in Commissione hanno approvato la suddetta abrogazione, le loro dimissioni dagli incarichi e di rinunciare a candidature, se riproposti".

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