Il Pd accetta la vittoria di Grillo: "Ora dobbiamo batterci per l'Italia"

Il Pd forlivese ha vinto numericamente, come del resto anche in Italia, ma ora la situazione che si prospetta preoccupa sia il neo deputato Marco Di Maio, che la consigliera comunale, di estrazione renziana, Veronica Zanetti

Di Maio e Zanetti dopo i risultati delle Primarie

Il Pd forlivese ha vinto numericamente, come del resto anche in Italia, ma ora la situazione che si prospetta preoccupa sia il neo deputato Marco Di Maio, che la consigliera comunale, di estrazione renziana, Veronica Zanetti. Entrambi esprimono la loro analisi del voto sul web. “Ci sono alcuni motivi per i quali non sono soddisfatto di come sono andate le elezioni. Il primo in ordine di partenza non è relativo al fatto che il centrosinistra non ha ottenuto la vittoria che avremmo voluto; bensì alle conseguenze che la delicatissima situazione che l’Italia vive potrebbe subire da una probabile condizione di ingovernabilità del Paese”, scrive Di Maio sul suo sito.

Il vincitore delle elezioni è il Movimento 5 stelle, che è diventato il partito più votato dagli italiani. Numericamente la coalizione di centrosinistra ha vinto di stretta misura alla Camera e più ampiamente al Senato (dove, però, per effetto della legge elettorale non ha la maggioranza), con un risultato inferiore alle aspettative. Prima dicevo: sono preoccupato. Sì, ma anche motivato a battermi alla Camera e soprattutto fuori, per contribuire a portare l’Italia fuori da questa crisi”. Ecco l'analisi.

Sulla stessa linea Zanetti: “Delusa dall'occasione perduta e sconfitta politicamente dal risultato, continuo a credere che il cambiamento vada portato avanti con determinazione. E in primis cambiamento culturale. Non sarebbe male partire da un'analisi profonda e seria che parta da noi stessi, nessuno escluso. Come atto di responsabilità verso il Paese, verso i nostri elettori e tutti coloro che si sono spesi o messi in gioco in prima persona. Dobbiamo avere il coraggio delle nostre azioni e rivendicarne i meriti così come riconoscerne i limiti. Spesso ci si concentra troppo sui primi e si tralasciano i secondi. Da oggi si impone inevitabilmente una riflessione interna che troverà il suo naturale approdo nella fase congressuale. Nervi saldi perché ci attende un compito non facile e un ruolo di responsabilità ancor più arduo. Ma sul cambiamento e l'ascolto delle istanze che vengono dal basso non si arretra di un passo. Io non lo farò."

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