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Emergenza profughi, la Lega: "Non abbiamo il dovere di accoglierli"

Replica così il segretario della Lega Nord Romagna, Jacopo Morrone, al direttore della Caritas forlivese che ha rilasciato sull'emergenza stranieri

“Il direttore della Caritas di Forlì sembra davvero fuori strada. In primo luogo perché egli equivoca i termini del problema. Quelli che egli chiama “profughi”, infatti, non lo sono o non lo sono ancora. Sono stranieri arrivati irregolarmente in Italia, richiedenti asilo ma, come provato, per lo più immigrati economici che non otterranno mai alcun tipo di status di protezione internazionale perché non ne hanno diritto e che, quindi, dovrebbero essere rimandati a casa loro”. Replica così il segretario della Lega Nord Romagna, Jacopo Morrone, al direttore della Caritas forlivese che ha rilasciato sull'emergenza stranieri.

“Non sono chiari, quindi, i motivi per cui noi dovremmo avere il ‘dovere’ di accogliere questi soggetti. Comprendiamo, invece, che ci sono persone mosse da un furore ideologico terzomondista che non vedono al di là del proprio ristretto orizzonte di solidarismo buonista: di certo, tuttavia, non è accettabile che per seguire simili pulsioni vengano messe a rischio la tenuta e la sicurezza delle nostre comunità e soprattutto vengano buttate risorse a fondo perduto sottratte al welfare della collettività - continua l'esponente del Carroccio -. Spiace che il presidente della Caritas forlivese, certamente animato da buone intenzioni, non riconosca laicamente un dato ormai noto e cioè che una comunità può accogliere e integrare solo un numero relativo di stranieri, soprattutto se questi arrivano diluiti nel tempo e se hanno abitudini e cultura simili a quelle della società che li ospita".

"L’integrazione e la convivenza sono poi più facili se c’è lavoro e se, di conseguenza, i nuovi venuti non vanno a competere sul piano del welfare con le fasce più a rischio, creando ulteriori motivi di degrado e insofferenza. Al contrario, noi stiamo subendo un’invasione con numeri eccedenti rispetto alla soglia di tolleranza - prosegue Morrone -. Molti italiani sono a rischio povertà, non c’è lavoro e aumenta a dismisura la criminalità, per cui è ovvio che sempre nuove ondate di nullafacenti che pesano sul pubblico e peseranno per chissà quanto tempo, oltre a essere fonte di problemi sociali sia per le loro abitudini spesso in totale contrasto con le nostre, sia dal punto di vista della sicurezza, non possono che creare un allarme sempre più forte".

"La soluzione c’è - conclude l'esponente della Lega -. Bisogna dire basta impedendo nuovi arrivi, altro che più accoglienza. Asilo che deve essere concesso solo a chi è veramente perseguitato, con verifiche veloci e accertamenti seri sulla veridicità delle richieste, perché suona davvero strano che si dichiarino perseguitati giovani uomini in forze che provengono per lo più da paesi dove non ci sono situazioni di vera emergenza. Desta infine non poche perplessità che il “microcosmo” della Caritas diocesana “rimanga in attesa di ordini superiori su come arginare il problema”. E chi mai dovrebbe dare questi ordini superiori? E nel caso non arrivassero e nessuno “arginasse” il problema, dovremmo forse dichiarare Forlì città aperta all’invasione?"

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