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Europa Verde contro la nuova area sosta al Campus: "La giunta soffre di 'parcheggite, altri soldi buttati"

Così Ronchi: "Non solo la pregevole e antica recinzione dell’area è stata demolita con motivazioni risibili, ma addirittura sotto il cemento e asfalto dell’area di via Corridoni, parte dell’antico parco dell’ex Ospedale Morgagni, resteranno sepolte per sempre alcuni tratti delle mura della città di cui non restano che pochi tratti in vista"

Il parcheggio che sta sorgendo in via Corridoni comporterà "ulteriore traffico e intasamento". E' l'opinione dell'esponente di Europa Verde, Alessandro Ronchi, secondo il quale "ancora si buttano soldi sacrificando la città al traffico motorizzato e peggiorando il traffico e l’inquinamento". "Oggi c’è una ragione in più per manifestare indignazione - afferma l'esponente di Europa Verde -: non solo la pregevole e antica recinzione dell’area è stata demolita con motivazioni risibili, ma addirittura sotto il cemento e asfalto dell’area di via Corridoni, parte dell’antico parco dell’ex Ospedale Morgagni, resteranno sepolte per sempre alcuni tratti delle mura della città di cui non restano che pochi tratti in vista. Lo si legge nella relazione per la Soprintendenza, annessa al progetto. I resti delle antiche mura avrebbero potuto invece essere scavati, riportati alla luce e valorizzati in quello che avrebbe dovuto essere un parco".

"L’idea di farci un parcheggio è farina del sacco della giunta precedente, che lo aveva previsto benché nell’area attorno al Campus ci fossero già oltre 1200 posti auto - prosegue Ronchi -. La “sistemazione” di via Corridoni comporterà fra l’altro ulteriore traffico e intasamento. La giunta precedente fortunatamente non avevi soldi da sprecare e non poté manomettere quell’area, limitandosi a consentire all’università di appropriarsi di una sua parte per farci un parcheggio gratuito per dipendenti e professori. Ora il Pnrr ha consentito di tirare fuori dai cassetti le peggiori opere previste in precedenza e con grande soddisfazione l’attuale amministrazione le realizza, perché cemento e asfalto sono l’unica idea di sviluppo economico e sociale messa in campo da questa amministrazione, fatta eccezione per le luminarie natalizie".

"Gli ultimi tre parcheggi realizzati, il primo invia Romanello abbattendo 2 tratti delle antiche mura del convento di Santa Caterina, il secondo in viale Italia cementificando l’area attorno l’antico lavatoio, la terza, questa, nell’antico giardino dell’ex Morgagni, sono tre insulti nei confronti di tutti coloro che chiedono che questa città faccia la sua parte nel combattere i cambiamenti climatici e siano adottate misure contro l’inquinamento dell’aria, la congestione e il traffico motorizzato - attacca -. A questi parcheggi dobbiamo aggiungere infine i nuovi posti auto ricavati su metà della barcaccia di fronte al San Domenico e quelli che saranno presto disponibili in via Oberdan. Ciò farà di Forlì la città con la maggior quantità di parcheggi in Centro Storico di tutta Italia, diverse migliaia di posti auto collocati dovunque dentro il perimetro delle vecchie mura. Nonostante questo i negozi continuano a chiudere e i residenti del centro faticano a trovare un posto auto perché l’amministrazione si rifiuta di delimitare parcheggi riservati, come è normale in tutte le città meno arretrate".

"L’amministrazione rifiuta anche l’istituzione di bus navetta, come avviene ormai ovunque, che permettono a cittadini di andare in centro liberandosi dell’automobile e dal problema di cercare un parcheggio - conclude -. Queste due misure fra le tante possibili avrebbero consentito di risparmiare denaro, migliorare la qualità della vita degli abitanti, ridurre l’inquinamento ma hanno il “difetto” di far parte di quell’ampia casistica di provvedimenti volti ad affrontare e risolvere i problemi del traffico. A Forlì evidentemente questo non interessa, dal momento che il traffico è sotto gli occhi di tutti sempre più intasato per cementificazione e inadeguatezza. La Giunta ha dimostrato in più occasioni un amore sfegatato per le automobili: perfino durante l’alluvione preferirono dedicare sforzi e denaro al passaggio delle Mille Miglia".

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