Mercoledì, 17 Luglio 2024
Il dibattito

Europa Verde rilancia: "I soldi delle luminarie vadano per l’emergenza alluvione"

Maria Grazia Creta e Alessandro Ronchi di Europa Verde Forlì si allineano alla proposta presentata dall'Ugl durante la seduta della Commissione consiliare d'indagine e studio sull'emergenza alluvione

"I soldi delle luminarie di Natale vadano per l’emergenza alluvione". Maria Grazia Creta e Alessandro Ronchi di Europa Verde Forlì si allineano alla proposta presentata dall'Ugl durante la seduta della Commissione consiliare d'indagine e studio sull'emergenza alluvione. L'assessora al turismo e al centro storico, Andrea Cintorino, in un'intervista rilasciata a ForlìToday, ha spiegato che "ci sono dei contratti in essere con i fornitori delle luminarie, sottoscritti molto prima dell’alluvione, che prevedono delle penali a carico dell’amministrazione comunale. Si tratta di tre accordi quadro molto complessi, i cui budget sono vincolati da tempo, ai quali entrambe le parti si devono attenere in maniera molto rigida". 

"Che le centinaia di migliaia di euro per le luminarie spese ogni anno da questa amministrazione fossero una indecenza non lo diciamo certo da ora - attaccano Ronchi e Creta -. 550mila euro nel 2021 e quasi 400mila anno scorso sono stati uno schiaffo a chi aveva bisogno del Comune per riprendere la propria attività economica o dopo aver perso lavoro dopo la crisi del Covid, e infatti abbiamo dimostrato che mentre i cittadini aspettavano i buoni spesa, le cifre per le luci natalizie venivano spese con regolarità. Che non siano servite a far ripartire il commercio del centro storico è un dato di fatto, alla luce delle ripetute chiusure che non si sono né invertite né arrestate".

"Come se nulla fosse si continuano a autorizzare nuovi centri commerciali in tutto il territorio, aggiungendo colpi su colpi a chi è già stato messo a dura prova - proseguono gli esponenti di Europa Verde -. Non appena in centro qualche via si anima a fatica con qualche locale e ristorante, si crea un polo di ristorazione fast food all'ingresso dell’autostrada. Non si dica che i centri storici sono in sofferenza ovunque: in nessuna città come a Forlì si vede ad una tale desertificazione commerciale, o il buio assoluto dei locali chiusi. Ma quest’anno ci sarebbe una ragione in più per ridurre i costi, riutilizzando quanto già realizzato negli anni precedenti e reinvestendo quelle cifre per fare ripartire le aree e le persone colpite dall’alluvione".

Continuano Ronchi e Creta: "Il parlamentare leghista Morrone dice che famiglie e imprese devono pazientare, e nel frattempo si continua come se nulla fosse successo a sprecare soldi nelle luminarie. Eppure gli strumenti per cambiare rotta il comune li avrebbe avuti, visto che l’emergenza c’è stata a maggio e che già a inizio miugno invitavamo l’amministrazione a ripensare alle sue spese già programmate, spese natalizie comprese. Ma l’assessora al Centro Storico è inamovibile: quei soldi a suo parere non si possono ridistribuire. A noi non pare normale che si sia deciso di destinare cifre di bilancio così ingenti, senza ripensamenti nemmeno dopo quanto avvenuto con il lockdown e l’alluvione. A differenza di quanto afferma pubblicamente l’assessora con lo strumento dell'accordo quadro non ci sono penali da pagare ma solo un tetto massimo di spesa, che volendo può diventare anche uguale a zero. Siamo sicuri che una soluzione per far ripartire la città senza lasciare nessuno indietro si possa trovare, basta provare a cercarla".

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