Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Eutanasia legale? Il Popolo della Famiglia: "Dopo l'aborto, ritornano gli stessi fanatici della morte"

"Presentare con enfasi l’eutanasia come una pratica pietosa, e non pronunciare neanche una parola su tutto quello che potrebbe lenire le pene di chi soffre, è disonestà pura"

"Non paghe delle recenti campagne pubblicitarie volte a magnificare la pillola che avvelena i bimbi nel grembo materno,  le associazioni pro aborto continuano il loro sodalizio nel territorio forlivese per un'altra campagna mortifera, la raccolta di firme a sostegno del referendum sulla legalizzazione dell'eutanasia proposta da Cappato e sponsorizzata da Fedez": è la presa di posizione del Popolo della Famiglia di Forlì relativamente ad un documento di 21 associazioni locali a sostegno dell'eutanasia legale. "Gli stessi che spacciano per una conquista meravigliosa l'aborto in solitudine tra le mura di casa, ora  vendono per cosa buona anche il massacro degli anziani, dei sofferenti, dei depressi, degli ammalati. In una definizione: dei non più produttivi. Facendo leva sulla sofferenza umana, essi vogliono spingere il singolo verso ‘scelte obbligate’, lasciandogli però l’illusione della libertà di giudizio e di scelta", è la nota del Popolo della Famiglia.

"E noi dovremmo obbligatoriamente applaudire lo stravolgimento degli ordinamenti giuridici di tutto il mondo che hanno sempre avuto come caposaldo la non disponibilità della vita umana. Per millenni i medici hanno giurato come Ippocrate di non somministrare farmaci abortivi o capaci di causare la morte del paziente, era un principio cruciale, ma ora è diventato una indebita interferenza presso il tempio della nuova religione, quella dell’autodeterminazione. Per millenni la società ha giuridicamente protetto i soggetti più deboli affermando che non li si poteva sopprimere a piacimento, mentre ora si stanno costruendo normative affinché i già devastati ammalati, anziani, disabili, depressi, sofferenti d’ogni risma siano spinti a chiedere loro stessi la loro soppressione, costruendo per legge un costume che li faccia avvertire come peso della società anziché soggetti il cui peso derivante dalla sofferenza va alleviato dalla società stessa.
Devono sopravvivere solo i produttivi in buona salute. O i ricchi, che potranno permettersi d’essere improduttivi", è l'attacco.

"Presentare con enfasi l’eutanasia come una pratica pietosa, e non pronunciare neanche una parola su tutto quello che potrebbe lenire le pene di chi soffre, è disonestà pura. Le cure palliative del dolore sono un'importante branca in espansione della medicina, ma non vengono minimamente considerate da questi fanatici di morte, né sono ritenuti degni di menzione l’amore, la dedizione, la cura, il sacrificio di cui i disabili gravi sono attorniati da parte di chi li assiste, famiglie che andrebbero adeguatamente sostenute e non lasciate sole nel loro difficilissimo compito - sempre il Popolo della Famiglia -.  Il Popolo della Famiglia di Forlì si augura che i cittadini non raccolgano gli appelli a firmare il Referendum e resistano alle subdole sirene di morte di coloro che approfittano dello scoraggiamento e delle cadute di chi fa fatica a vivere per dire che a queste condizioni la vita non merita più di essere vissuta, in quanto priva di quella qualità che la rende accettabile".  

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