Fabbri (Sel): "Grave e incomprensibile la deboolezza e la confusione del Pd"

E’ quanto mai scontato , ma quasi doveroso esprimere oggi la delusione per aver perso un’occasione unica, storica per il cambiamento vero nel nostro Paese dove il livello salariale, delle pensioni e della disoccupazione, che tocca la maggioranza degli italiani, mette a rischio quotidianamente la dignità della persona

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

E’ quanto mai scontato , ma quasi doveroso esprimere oggi  la delusione per aver perso un’occasione unica, storica per il cambiamento vero nel nostro Paese dove il livello salariale, delle pensioni e della disoccupazione,  che tocca la maggioranza degli italiani,  mette a rischio quotidianamente la dignità della persona.  Ecco perché grave e incomprensibile è la debolezza e la confusione espressa in questi giorni dal partito con il quale Sinistra Ecologia Libertà ha cercato di costruire un alternativa possibile e credibile, accompagnando questo processo con umiltà e  generosità,  mettendo al secondo posto gli stessi interessi di partito e rinunciando a strategie che avrebbero dato maggiore consenso elettorale, ma non è per questo che è nata SEL. Da sempre abbiamo detto che prima del partito conta il progetto, conta la costruzione di una sinistra aperta, plurale, partecipata e di governo per realizzare quel cambiamento che è stato, ancora una volta, affossato e negato da vecchie strategie sottobanco e dalla scientifica volontà  di negare alla sinistra di governare. Grave è che ciò sia avvenuto per le  scelte dello stesso partito , il PD,  col quale questo percorso si era costruito.  Oggi, ancora di più, i presupposti che hanno dato vita a SEL restano la linfa per la continuità di questo percorso che non ha bisogno e non può trovare nuova forza né da  scissioni, né da  resa dei conti,  né da raccolta di fuoriusciti, ma da un avvicinarsi  e da un coinvolgimento reciproco di quanti credono e condividono la costruzione di un soggetto politico della sinistra che rappresenti con chiarezza l’alternativa possibile in Italia e in Europa. E allora,  forse,  è anche ora di abbattere gli steccati derivanti da vecchie e recenti appartenenze partitiche che bloccano  ogni forma di passione e partecipazione condivisa perché c’è una sinistra che va oltre la rappresentanza dirigenziale dei partiti, va oltre la rappresentanza parlamentare e istituzionale, sono i milioni di cittadini che hanno chiesto con il loro voto un cambiamento  che gli è stato negato, sono i tanti cittadini e cittadine che hanno espresso la loro protesta col voto al M5S e aspettano una risposta a quel segnale, perché c’è un popolo che vuole partecipare e contare. E’ tempo di ricostruire e il primo appuntamento per ricostruire una sinistra di governo , per riaprire il cantiere di tutti e di tutte  è per l’11 maggio a Roma.

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