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Facoltà di Medicina, Gnassi risponde a Zattini: "I sindaci non sono nemici, mai"

Il primo cittadino di Rimini, Andrea Gnassi, replica al duro attacco del collega forlivese, legato al progetto d'insediamento della facoltà di Medicina dell'Università di Bologna nella città mercuriale

Il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, l'ha definito "un nemico". E il "nemico" non ha esitato a rispondere. Il primo cittadino di Rimini, Andrea Gnassi, replica al duro attacco del collega forlivese, legato al progetto d'insediamento della facoltà di Medicina dell'Università di Bologna nella città mercuriale. Sulla sua pagina Facebook ha risposto con un lungo post scandito a suon di "Se": "Se si vuole tornare a una Romagna fragile, lavorando per un qualche re di Prussia (del proprio orto) facilmente individuabile - esordisce -. Se l’obiettivo è smantellare o sovranizzare tutto il percorso ultradecennale fatto finora, a partire dall Asl unica ,che ha portato la Romagna ad essere laboratorio di una unità nuova e convogliata al rafforzamento dei servizi primari per i cittadini".

Sempre Gnassi: "Se si cerca il ritorno al campanilismo armato, agli steccati da alzare, ai terreni da conquistare prima dell accordo con gli altri, alla geopolitica degli equilibri anche trasversali, alla jungla istituzionale. Se non è più l’armonia e la strategia condivisa tra i diversi territori ma l’accordo a due, o con questo o con quello, il metodo di lavoro usato. Se non si riconosce che i passi in avanti sulla sanità, sul servizio idrico, sulla fiere, sul turismo sono frutto del lavoro sinergico nel nome e per conto della Romagna Unita. Se si definisce ‘nemico’ chi solleva dubbi legittimi sul fare da soli e comunque senza gli altri, se vedendo negli sviluppi recenti una evidente involuzione del processo unitario e partecipato dalla metà dello scorso decennio, che ha consentito di superare antiche ruggini e errori (uno su tutti, il sistema degli aeroporti)".

Conclude il sindaco di Rimini: "Non rivolgetevi al nemico del fai da te, al nemico di una Romagna più forte e più unita, anziché fatta di soli campanili del proprio orto. I sindaci, ancor più della Romagna, non sono nemici, mai. Non so se il contenuto è il significato di quella parola sia così chiaro per chi l'ha usata. Lo stile invece è evidente e in sintonia con gli insulti di chi in questo paese aizza e fomenta divisioni rancori e individua nemici da abbattere. Una Romagna unita e con visione strategica sarà molto più forte".

Altre reazioni

Nel Riminese si sono alzati gli scudi e a sostenere Gnassi, tra gli altri, ci sono il sindaco di Santarcangelo Alice Parma che commenta: "È proprio questo il problema a cui si riferiva Andrea Gnassi in quella che Zattini definisce “uscita violentissima” durante il confronto di qualche settimana alla Festa dell’Unità di Borgo Sisa. A Forlì pensano ai fatti propri, con tanti saluti alla Romagna che stiamo costruendo da 10 anni. Una forma di egoismo patologico, una costruzione di muri nell’epoca in cui bisogna cercare di abbatterli, da parte di chi è più preoccupato delle sue lotte di partito che della politica vera. La cosa buffa è che tutto questo accade nello stesso giorno in cui l’economia chiede una Romagna unita e forte: la migliore risposta a Zattini l’hanno data gli industriali e gli imprenditori romagnoli. A buon intenditor…".

Anche il consigliere regionale Giorgio Pruccoli esprime il sostegno a Gnassi: "Ma il sindaco di Forlì cosa cerca di dire, oltre ad alzare il polverone e offendere il suo collega di Rimini? A parte che a Rimini c'è un sindaco che ha dimostrato di saperlo fare, sia per la propria città che a favore delle politiche di area vasta, quello di Forlì, prima di avventurarsi in simili intemerate, non pensa di avere ancora tutto da dimostrare? O aver vinto quelle elezioni lo ha già elevato al rango di Imperatore della Romagna? La cultura politica sovranista fa danni a tutti i livelli. I nostri avi sono scesi dagli alberi, sarebbe ora per noi di trovare la giusta dose di emancipazione per saper scendere dai campanili. Gnassi ha giustamente posto un tema. Le scelte in questa Regione e nell'area vasta della Romagna si sono sempre condivise cercando l'unanimità per quanto possibile. Senza forzature. E sarebbe il caso che anche a Forlì, nonostante il cambio di matrice politica, ci fosse la volontà di mantenere un bon ton istituzionale e un metodo di condivisione delle scelte che rispetti tutti gli angoli del territorio. Legge del taglione e della giungla qui sono superate da tempo. Esistono i luoghi della concertazione. E Rimini, piaccia o non piaccia, in quei luoghi ci sta e va rispettato. Perché rispetta a sua volta. Il Sindaco di Forlì se gli si parla di piano strategico di area vasta romagnola sa di cosa parliamo? Perché dopo il superamento delle repubbliche marinare, delle contee, dei marchesati e della monarchia, le scelte strategiche si fanno e condividono in area vasta con la cooperazione istituzionale".

Anche il consigliere regionale Nadia Rossi ha replicato chiedendo di trovare soluzioni e alternative e non attacchi di questo livello. "Quello che trapela dall’atteggiamento e dalle dichiarazioni di Gnassi e del suo ‘entourage’, è una visione drasticamente personalistica del sistema Romagna, che dovrebbe ruotare attorno ai capricci di un sindaco piuttosto che agli interessi di una comunità. In questi mesi, in un continuo crescendo di manie di grandezza, il sindaco di Rimini non ha fatto altro che criticare, per partito preso, questioni che non lo riguardano ma su cui si è sentito ‘in diritto’, non si sa perché, di dire la sua - dice il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli -.  Abbiamo tollerato a sufficienza le ingerenze di Gnassi e i suoi giudizi". Sulla facoltà di medicina era intervenuto, accennando alla questione, come esempio della necessità di una Romagna unita, anche il presidente di Confindustria Paolo Maggioli, in occasione della presentazione del progetto Città Romagna. Maggioli aveva infatti proprio evidenziato che su temi così importanti vanno prese decisioni insieme e non arrivare a un progetto simile solo perché un territorio da solo fa uno scatto in avanti.

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