Faro del Duce a Rocca delle Caminate, l'Anpi: "No alla riaccensione"

Sabato si è riunita la segreteria dell'Anpi allargata al comitato provinciale dell'associazione ed ha espresso un netto rifiuto alla proposta della riaccensione del faro fatto installare da Mussolini nel 1927 sulla Rocca delle Caminate per celebrare se stesso.

Sabato scorso si è riunita la segreteria dell'Anpi allargata al comitato provinciale dell'associazione ed ha espresso un netto rifiuto alla proposta della riaccensione del faro fatto installare da Mussolini nel 1927 sulla Rocca delle Caminate per celebrare se stesso. Il dibattito ha affrontato il clima in cui la proposta si inserisce. L'Anpi contesta "il tentativo di utilizzare semplicisticamente luoghi, che hanno visto infliggere sofferenze ai cittadini e torture a partigiani, come strumenti di attrazione per un turismo nostalgico e superficiale, che si nutre di simboli nefasti e non come occasione per approfondire attraverso la memoria e la documentazione temi ancora attuali".

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"Non è certamente quel tipo di turismo che può risolvere problematiche socio - economiche cui si immagina di dare così risposta: sarebbe invece utile sviluppare una riflessione sull'identità storica di una comunità che non si identifica con la simbologia del regime fascista, ma si fonda invece su una tradizione democratica, antagonista, e di partecipazione - viene evidenziato -. In ogni caso ricordiamo agli organismi preposti all'assunzione di decisioni in merito che nel luogo che si intenderebbe illuminare sono stati torturati, per mano di fascisti guidati dal tenente Eugenio Magnati, comandante della Guardia del Duce, decine di antifascisti fra i quali uno dei primi animatori e dirigenti della Resistenza Armata Italiana Antonio Carini, arrestato il 9 marzo 1944, seviziato e ucciso il 13 marzo 1944. Sarebbe infine interessante sapere se la polemica, cui i media hanno dato fiato nei giorni scorsi, si fondi su una decisione sostenuta da deliberazioni formali, nel qual caso sarebbe doveroso rendere pubblici i documenti relativi".

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