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"Fase 2", Ragni (Fratelli d'Italia): "Adottare anche in Emilia-Romagna il modello Piemonte"

Ragni suggerisce "contributi a fondo perduto per categorie più colpite dal lockdown"

"Il governatore Stefano Bonaccini adotti il modello Piemonte. Si consulti con il suo collega Alberto Cirio e vari un "Bonus Emilia-Romagna" per la "fase 2" dell'emergenza Coronavirus. Deve aprire i cordoni della borsa e prevede un budget congruo per stanziare contributi a fondo perduto per aiutare le aziende più penalizzate dal lockdown a riaprire". E' la richiesta di Fabrizio Ragni, esponente di Fratelli d'Italia di Forlì. 

Espone Ragni: "Le statistiche, ultima quella del Censis-Ugl, riportano che il blocco delle attività tarato su Codici Ateco  tra settori essenziali e non essenziali  in base all'emergenza sanitaria per il Covid-19 ha penalizzato a livello nazionale 7,1 milioni di lavoratori, tra i quali figurano giovani, contratti precari, partite iva, piccoli artigiani, lavoratori a basso reddito e microimprese con un solo addetto, a cui vanno aggiunti i tanti lavoratori operanti nelle forme di gig-economy. Dunque è essenziale che Stato e Regioni aiutino chi non ha guadagnato un euro negli ultimi due mesi, e semmai è stato tempestato di tasse, balzelli e rate. Saranno pochi i lavoratori che decideranno di indebitarsi ulteriormente con le banche ricorrendo agli strumenti adottati dal governo Conte, oltretutto macchinosi e proibitivi. E noi ripetiamo che sono necessari per queste categorie così duramente penalizzate dal lockdown soltanto contributi a fondo perduto: come è accaduto in Germania o Francia".

 L'esponente di Fratelli d'Italia di Forlì invita Bonaccini a replicare, se non aumentare, i bonus previsti dalla Regione Piemonte: "2.500 euro per ristoranti, gelaterie, catering, bar, estetiste e parrucchieri, sale da ballo e discoteche. Per la ristorazione senza somministrazione, ovvero gastronomie, piadinerie e pizza al taglio, e per le spa, il bonus è di 2mila euro. L'intervento presentato dal governatore di centrodestra Alberto Cirio vale 88 milioni di euro complessivi e prevede l'accredito della somma direttamente sul conto corrente delle aziende. Noi riteniamo che l'Emilia-Romagna possa mettere sul piatto 90 milioni di euro. E allora sì, potremmo dire che si concede una 'boccata d'ossigeno' ai lavoratori che sono stati colpiti dagli effetti del lockdown voluto dal governo Pd/M5s e replicato male con mille divieti discordanti con le ordinanze regionali di Bonaccini , come quella che vieta l'accesso alle seconde case fuori provincia, solo per fare un esempio".

Le ultime statistiche dicono che se dovesse prolungarsi il lockdown in Emilia-Romagna si perderebbero 350mila posti di lavoro. “I problemi sul tappeto sono noti: siamo alla vigilia dell’inizio della Fase due, quella di convivenza con il virus, e di ripartenza per molti comparti produttivi e categorie di lavoro. Ci sono settori in grande sofferenza , le imprese di acconciatura ed estetica e quelle del commercio al dettaglio, per esempio, che rischiano la chiusura definitiva. E' necessario ascoltare le categorie e attuare quel piano di sostegno che preveda l'azzeramento delle scadenze fiscali e lo stanziamentto di contributi a fondo perduto che potrebbero evitare un’ecatombe nella nostra regione”: conclude Ragni. 

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